Perché il Self Publishing è una cosa seria - Libroza
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Molto spesso hai letto su queste pagine quanto per me sia importante la qualità nel processo di Self Publishing.

L’ho detto e ripetuto in più occasioni e oggi voglio ribadirlo in questo video in cui spiego quali sono le differenze tra editoria tradizionale e autopubblicazione e come deve essere inteso il ruolo dell’autore self.

Ascolta questo episodio in Podcast su iTunesSpreaker

Pubblicare con una casa editrice, infatti, significa superare il filtro di una selezione iniziale e far passare il proprio libro tra le mani di molti professionisti della filiera editoriale. Questo in genere garantisce qualità nella produzione proprio perché c’è chi decide cosa vale la pena pubblicare e cosa no e perché ci sono molti professionisti che lavorano sul testo per renderlo un prodotto valido.

Un autore self deve comportarsi come editore di se stesso e curare il proprio prodotto editoriale in modo che sia di qualità professionale, senza tuttavia dover sottostare alle limitazioni imposte da un editore.

Il punto centrale da considerare è che tutti i libri, self e non, si rivolgono allo stesso pubblico.

Per questo un autore self è avvantaggiato: fare Self Publishing significa rivolgersi allo stesso pubblico al quale si rivolgono le case editrici, ma con la libertà di proporre la propria opera in tempi brevi, mantenendone il controllo in tutte le fasi e tenendo per sé tutti i profitti.

Questo vantaggio implica però anche una grande responsabilità.

Un autore indipendente, infatti, è responsabile verso se stesso perché tutte le fasi del processo che porta un libro dalla scrittura alla pubblicazione alla promozione e al successo stanno nelle sue mani: se lui non fa nulla non accade nulla.

Ma un autore indipendente è responsabile anche nei confronti dei lettori, perché se vuole che qualcuno “investa” in lui comprando e leggendo il suo libro deve assolutamente offrirgli un prodotto di qualità.

Non c’è alternativa.

L’ho detto tante volte e lo ripeto: non esiste un Self Publishing di successo se non è un Self Publishing di qualità.

Non esiste un Self Publishing di successo se non è un Self Publishing di qualità.

Perché?

Semplice: perché il Self Publishing è una cosa seria.

Guarda il video >>>

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Risorse Utili

  • Molto interessante, come al solito. Ben detto e ben fatto, Carmen. Way to go! 😀

  • Pingback: Self Publishing di qualità superiore - Intervista a Michel Franzoso - Libroza()

  • Pingback: I numeri dell'editoria - Intervista a Chiara Beretta Mazzotta - Libroza()

  • Pingback: Come preparare il tuo libro per Kindle - Video Tutorial - Libroza()

  • Dario Galimberti

    Seppure un autore possa seguire tutti gli utili consigli di serietà immaginabili, in una pubblicazione self-publisching non vi è nessun filtro professionale – sia per l’autore sia per il lettore – che in qualche modo stabilisca la validità dell’opera (o almeno la sufficienza). È pur vero che casi di successo possono dimostrare altro, ma è anche pur vero che un autore dovrebbe avere la necessità di sapere se ha scritto qualcosa di decente. Ora, escludendo l’autovalutazione e il giudizio poco obiettivo degli amici e parenti, ci vorrebbe una strategia, nella logica del self che possa convalidare l’opera.
    Complimenti ber il suo sito e per gli ottimi consigli.
    Dario Galimberti

    • Carmen

      Ciao Dario, grazie per i complimenti e per essere passato di qua.
      Concordo con te che il rischio maggiore nel Self Publishing è l’autoreferenzialità. Per questo, come dici tu, ogni autore dovrebbe cercare il confronto con esperti del settore e non accontentarsi dell’opinione di amici e parenti.
      In questo senso, la strategia che io consiglio sempre è articolata in due fasi: prima della pubblicazione è necessario farsi leggere/valutare da un editor professionista e rimboccarsi le maniche per portare il testo alla sua forma migliore; dopo la pubblicazione, invece, è necessario cercare blogger/giornalisti per ricevere recensioni oneste e distaccate che mai potrebbero venire da un amico che ci conosce, anche se esperto.
      Un altro metodo per far leggere la propria opera e ottenere riscontri sulla sua validità è quello di partecipare ai concorsi letterari, le cui giurie sono composte da lettori “forti” e appassionati, oppure di candidare il proprio libro per l’inserimento in vetrine come quella offerta da Extravergine d’Autore (https://www.extraverginedautore.it/), un sito che per l’appunto seleziona libri self di qualità.
      Nulla, infatti, può avvalorare la qualità di un testo quanto il giudizio di un pubblico competente e obiettivo.
      Ma qui, forse, si apre un’altra questione: quanti autori hanno l’umiltà di accettare giudizi esterni sul proprio testo, mettendo in discussione le proprie convinzioni sul valore di ciò che hanno scritto?