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Scrivere un romanzo rosa: la guida definitiva

Srivere un romanzo rosa: la guida defintiva

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La scrittura di un romanzo rosa, come qualsiasi altro romanzo di genere, segue delle regole e degli schemi ben precisi.

Se vuoi scrivere un romanzo rosa che piaccia ai lettori non devi sentirti imprigionato da questi schemi, ma certamente li devi conoscere per non deludere le aspettative del tuo pubblico.

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La storia del romanzo rosa

Le origini del genere rosa risalgono ai primi del Novecento , quando in Inghilterra vengono pubblicati i primi romanzi d’amore, in cui l’analisi dei sentimenti ispirata al modello di Jane Austen si unisce a una ambientazione storica con un tocco di mistero. Le progenitrici del romance sono Georgette Heyer e Constance Heaven, ma è Barbara Cartland, con i suoi settecentotrenta romanzi, a raggiungere il maggior successo di pubblico e a codificare gli schemi ricorrenti del genere: una protagonista femminile bellissima e virtuosa che si innamora di un uomo bello, ricco e nobile.

>>>Una versione ridotta di questo articolo è pubblicata su Extravergine d’Autore

Negli stessi anni il romanzo d’amore si diffonde in Francia grazie a Jeanne-Marie Petitjean de la Rosièree e suo fratello Frederick che, sotto pseudonimo collettivo di Delly, danno origine al filone rosa della narrativa francese.

Sulla scia dei successi della Cartland, il genere rosa sbarca negli Stati Uniti, dove le case editrici ne fiutano le potenzialità commerciali, tanto che negli anni Cinquanta nasce la Harlequin, prima casa editrice specializzata.

In Italia il genere rosa di affaccia negli anni Trenta, dapprima con la collana La Biblioteca delle Signorine, edita da Salani, e poi con i romanzi di Liala (pseudonimo coniato da D’Annunzio per Amalia Liana Cambiasi Negretti Odescalchi), che vendono milioni di copie.

Negli anni Settanta arrivano anche in Italia i successi delle scrittrici straniere, finalmente tradotti, e nel 1981, dall’unione tra la Mondadori e la Harlequin, nasce Harmony, la collana di romanzi rosa per eccellenza, che oggi, passata sotto il marchio Harper Collins, continua a pubblicare circa cinquanta nuovi titoli ogni mese.

Le caratteristiche del romanzo rosa

Il rosa, detto anche romance, è un genere letterario piuttosto conservatore, all’interno del quale il pubblico, costituito per la maggior parte da donne, non è alla ricerca di novità, ma, al contrario, si aspetta di ritrovare 5 elementi ricorrenti.

1) L’amore come tema centrale

Amor vincit omnia. Il tema centrale di un romanzo rosa è la storia d’amore tra i due protagonisti. Può essere un amore contrastato, negato, nascosto, vietato, dimenticato, ritrovato, ma deve essere amore. Tutto il resto ruota intorno a questo cardine.

2) Una trama semplice

Se in altri generi letterari gli autori si affannano a strabiliare i lettori con trame intricate, intrighi internazionali, complicate genealogie familiari e colpi di scena spiazzanti, nel romanzo rosa la trama è semplice. Le lettrici non vogliono doversi ricordare cosa è successo a pagina 35 per capire chi sta rubando il file criptato a pagina 273. Le lettrici vogliono immergersi in una storia semplice, in cui sia facile immedesimarsi e di cui si possa seguire lo svolgimento senza dover prendere appunti.

La lettura di un romance è prima di tutto svago e leggerezza.

3) Una ambientazione da sogno

La storia, o almeno parte di essa, deve essere ambientata in un luogo inconsueto, esotico, lontano dall’ordinario e soprattutto lussuoso ed esclusivo. Leggere una storia ambientata in un anonimo paese di provincia in cui la protagonista deve assolvere a tutte le incombenze quotidiane non ha mai fatto sognare nessuno.

4) Ricchezza di dettagli

Il diavolo sta nei dettagli, diceva qualcuno.

Per compensare la semplicità della trama, il rosa ama le descrizioni e si sofferma sui dettagli. I particolari negli ambienti, negli abiti, nelle descrizioni fisiche e caratteriali sono ciò che le lettrici cercano e ciò che permette loro di immaginare compiutamente la vicenda nella loro testa. I dettagli rendono una storia verosimile e quindi facilitano l’immedesimazione.

5) Il lieto fine

E vissero felici e contenti.

Il lieto fine nel romanzo rosa è immancabile, una certezza per le lettrici che scelgono questo genere, anche e proprio per questo. Perché, almeno nei libri, l’amore vince su tutto.

>>> Se vuoi approfondire la storia del genere rosa e le sue tematiche ti consiglio il testo Una galassia rosa. Ricerche sulla letteratura femminile di consumo edito da Franco Angeli.

Come scrivere un romanzo rosa in 10 passi

Come vedi, il rosa non è un genere che si presta molto alle sperimentazioni. Chi legge romance non cerca colpi di scena o trame complicate da dipanare: chi legge romance cerca un momento di pura evasione letteraria.

Scrivere un buon romanzo rosa significa quindi rispettare gli elementi caratterizzanti del genere e far sognare le lettrici.

Se dunque vuoi cimentarti nella scrittura di un romanzo rosa, segui questi 10 passi.

1. Scegli l’epoca storica e fai ricerche accurate

Un romanzo rosa può essere ambientato ai giorni nostri oppure in epoche passate. Nel primo caso si definisce rosa contemporaneo, nel secondo rosa storico.

Se scegli di ambientare la vicenda nel presente, non dovresti avere problemi a descrivere ambienti, oggetti, abiti, cibi e così via. Dovrai solo preoccuparti che tutto questo sia in accordo con la località geografica che hai scelto.

Se invece scegli di ambientare la tua vicenda in un’epoca passata assicurati di fare ricerche accurate per non commettere errori grossolani nella descrizione di abiti, ambienti e abitudini. Il quadro storico di riferimento deve essere curato e ricco di dettagli, affinché le lettrici possano immedesimarsi.

Proprio per questo motivo, non tutte le epoche storiche vanno bene. Le epoche troppo antiche a mio avviso funzionano meno perché è più difficile per le lettrici immaginare di vivere tra greci e romani. Più facile ambientare la storia in un’epoca moderna, magari non ben precisata, in cui però la protagonista viva una vita privilegiata.

Castellane, principesse, nobildonne sono le protagoniste perfette per un romance storico.

Potresti scegliere come protagonista anche una popolana o una donna di basso rango sociale, a patto, però, che sia tale solo all’inizio del romanzo e per un caso sfortunato: nel corso della storia scoprirà di essere figlia naturale di qualche nobile e risalirà in un batter d’occhio la scala sociale.

2. Scegli un’ambientazione da sogno

Elemento caratteristico dei romanzi rosa è un’ambientazione da sogno, cioè un’ambientazione diversa da quella comune, un luogo insolito, lussuoso ed elegante che possa far sognare le lettrici.

Può trattarsi di una grande città, purché la protagonista sia solita frequentare ristoranti e club esclusivi e non debba arrabattarsi tra lo sciopero degli autobus e la mancanza di parcheggi.

Da questo punto di vista, quindi, in Italia può andare bene Milano, che ha un profilo glamour e internazionale, o Venezia e Firenze, affollate di turisti innamorati. Molto meno efficace Roma, i cui abitanti, notoriamente schietti e genuini, infrangerebbero presto ogni sogno romantico.

Meglio allora spostarsi all’estero, dove la fantasia può immaginare una vita più fascinosa di quella di casa nostra: Parigi, Londra, New York sono ambientazioni ricorrenti ed efficaci dei romanzi rosa.

Se non ami l’ambientazione urbana, puoi ovviamente optare per qualsiasi destinazione vacanziera (spiagge tropicali, isole greche, crociere) o luoghi esotici, dove per “esotico” si intende un luogo lontano, insolito, poco noto e ammantato di fascino (un ranch, un paesino di pescatori affacciato su un fiordo, un casolare immerso tra campi di lavanda, ecc.).

Non è detto che tutta la vicenda del tuo romanzo rosa si svolga in questa località, ma di certo il suo svolgimento e soprattutto l’epilogo felice sì.

Descrivi i luoghi con dovizia di particolari affinché le lettrici possano immaginare di essere proprio lì con la loro beniamina.

3. Crea una protagonista forte

La protagonista indiscussa di un romanzo rosa è il personaggio femminile.

Crea la tua protagonista affinché risulti credibile come donna, nelle sue scelte, nei suoi pensieri e anche nelle sue debolezze. Creare una protagonista forte, infatti, non significa per forza creare un personaggio freddo e cinico, una donna in carriera ambiziosa o una apatica insensibile.

Creare una protagonista forte significa creare un personaggio femminile che le lettrici possano rispettare, nel quale le lettrici si possano identificare.

Per questo la tua protagonista non deve essere perfetta e, come tutti noi, deve avere dei difetti. Ciò che conta, però, è che questi difetti abbiano una spiegazione e la protagonista li ammetta e migliori.

Allora, se all’inizio era una donna fredda e distaccata, magari nel corso della storia si scopre che ha avuto grandi delusioni in passato, o che la famiglia ripone grandi aspettative su di lei e che quindi si tratta solo di una corazza, che però lui – il protagonista maschile – saprà scalfire. Oppure, se all’inizio sembrava apatica, poi si può scoprire che in realtà di notte scrive poesie e canzoni d’amore, e il distacco è solo uno schermo dietro il quale nascondere la sua grande timidezza.

Insomma, crea un personaggio a tutto tondo, una donna vera e credibile.

4. Crea il co-protagonista maschile

Il co-protagonista è l’uomo di cui la tua eroina si innamorerà.

Non lo conosce ancora e proprio l’incontro, spesso casuale e fortuito con lui, segna l’inizio della vicenda vera e propria.

Per creare il tuo protagonista maschile hai solo l’imbarazzo della scelta: può essere un uomo ricco e di successo, un nobile elegante, ma anche un cow-boy o uno sportivo. Quello che conta non è dunque il suo status sociale, ma il suo fascino che deve essere travolgente.

Può essere un personaggio con un lato misterioso (un passato torbido, una infanzia dolorosa) o con un carattere inizialmente schivo e introverso, ma deve essere indiscutibilmente bello e carismatico.

Ecco, il protagonista maschile di un romanzo rosa deve proprio essere un uomo per il quale perdere la testa, un uomo che sa amare, che sa conquistare una donna, un uomo che corteggia e ascolta, che sa cosa dire e quando dirlo, cosa fare e quando farlo.

Insomma, l’uomo dei sogni. L’uomo perfetto.

E qui l’obiezione può sorgere spontanea: ma come, la protagonista femminile deve essere una donna vera e credibile e il protagonista maschile deve invece essere l’uomo dei sogni?

Sì. Punto.

Le lettrici di romanzi rosa, l’abbiamo detto e ripetuto, vogliono evadere dalla realtà. Di uomini che non le ascoltano, che non le corteggiano più o che non le hanno mai corteggiate ne conoscono a tintichè (come direbbe il Maestro!) e molto probabilmente ne hanno pure uno accanto. 😉

Almeno per qualche ora falle sognare!

5. Crea l’antagonista

Non c’è storia d’amore che tenga senza un antagonista che si oppone all’unione tra i due protagonisti.

In genere l’antagonista è un’altra donna, invidiosa della protagonista per motivi lavorativi o personali, ma potrebbe trattarsi anche di un uomo (un familiare, il datore di lavoro, un ex).

A volte, poi, non c’è un vero e proprio personaggio antagonista ed è la protagonista stessa a boicottare senza volerlo la propria storia d’amore per mancanza di fiducia in se stessa.

Se la protagonista all’inizio della vicenda non è ancora consapevole della propria forza e del proprio valore potrebbe in effetti mettersi i bastoni tra le ruote da sola, lasciando campo libero a una rivale, non presentandosi a un appuntamento, dando credito alle malelingue che sparlano dell’eroe, oppure vergognandosi di se stessa e delle proprie origini.

Insomma, un antagonista c’è sempre e spesso il peggior nemico dell’eroina è proprio la sua parte più debole.

6. Crea una confidente/aiutante

La protagonista non può fare tutto da sola, ha bisogno di un’amica (più raramente un amico) con cui confidarsi e da cui essere spronata. Può trattarsi dell’amica del cuore, ma anche di una zia pimpante o di una vecchia insegnante.

La presenza di una confidente rappresenta un ottimo strumento narrativo per esplicitare ciò che prova la protagonista: nei dialoghi con lei, infatti, la tua eroina esprimere tutti i suoi dubbi e i suoi desideri, parlando con lei può fare chiarezza su ciò che prova per l’eroe e ciò che la frena nella realizzazione del suo sogno d’amore.

In questo senso la confidente sarà sempre una figura saggia e rassicurante, una vera amica che riesce ad avere una visione d’insieme, più distaccata e completa della vicenda, e per questo riesce a rincuorare e consigliare.

Oltre a essere una spalla per le scene dialogiche, però, la confidente può rivelarsi una vera e propria aiutante che permette alla protagonista di superare gli imprevisti e gli ostacoli. Anzi, a volte l’aiutante può svolgere il proprio compito nonostante le resistenze della protagonista e aiutarla quindi di nascosto o a sua insaputa, affinché il sogno d’amore si realizzi.

7. Crea gli ostacoli da superare

Prima di arrivare all’agognato lieto fine la protagonista deve superare degli ostacoli. 

Gli ostacoli possono essere esterni e reali (la distanza geografica, la differenza sociale, un impedimento lavorativo, un familiare che si oppone, un ritorno inaspettato) oppure personali e caratteriali (uno scheletro nell’armadio, una incomprensione tra i due innamorati, false notizie che li allontanano).

Gli ostacoli sono snodi narrativi che ti permettono di sviluppare la vicenda e di farle cambiare strada anche in maniera improvvisa: un colpo di scena può allontanare i due protagonisti e far temere il peggio, così come una rivelazione finale può sciogliere tutte le resistenze e riunirli di nuovo.

In fondo, da quando Don Rodrigo ci mise lo zampino e impedì il matrimonio tra Renzo e Lucia, noi tutti sappiamo che un amore ostacolato diventa un amore più forte (almeno nei libri).

Concentrati dunque più sulle difficoltà che i personaggi devono affrontare che non sui momenti felici. Crea la tensione giusta affinché la storia cresca a sufficienza fino al climax finale.

Senza tensione non c’è scioglimento. Senza ostacoli da superare la felicità è meno intensa.

8. Scava nelle emozioni dei tuoi personaggi

Scrivere una storia d’amore presuppone conoscere le dinamiche delle emozioni e saperle esplicitare in parole.

Questo richiede una grande capacità di osservazione dei comportamenti umani e molto esercizio per riuscire a descrivere i sentimenti senza cadere nei cliché linguistici.

Prima di scrivere il tuo romanzo rosa, quindi, dedica del tempo a sviluppare i tuoi personaggi, a scavare nelle loro menti e nel loro cuore per capire cosa pensano e cosa provano. Cerca davvero di immaginarteli come se fossero persone reali che tu conosci molto bene.

Scava a fondo nelle emozioni dei tuoi personaggi e chiediti come si comporterebbero in situazioni di vita quotidiana e poi in situazioni critiche, sotto pressione, di fronte a un dolore, o a una perdita, o a un’offesa, o a una ingiustizia.

Immaginateli quindi felici, tristi, arrabbiati, delusi, e pensa nel dettaglio cosa farebbero e cosa direbbero. Il modo migliore per narrare le emozioni, infatti, è metterle in scena attraverso i comportamenti.

Show, don’t tell, dicono gli americani. Mostra, non raccontare.

E così devi fare anche tu con i tuoi personaggi: devi mostrare le loro emozioni attraverso il loro modo di agire, i gesti, le smorfie, il tono delle parole, gli sguardi.

Solo così riuscirai a dare spessore ai tuoi personaggi, a comunicare le loro emozioni a un livello ben più profondo di quello che le parole da sole possono dire e a coinvolgere emotivamente anche il lettore.

Questo vale per ogni testo narrativo, ma in un genere come il rosa che fonda la sua stessa esistenza sull’espressione delle emozioni, capisci quanto questo sia ancora più importante.

9. Fai crescere i tuoi personaggi

L’incontro iniziale tra i due protagonisti segna l’inizio delle peripezie che essi dovranno superare per arrivare al lieto fine, ma questo lasso di tempo non deve servire solo a contenere una serie di eventi, più o meno fortunati: è necessario che in questo arco temporale i personaggi crescano e si trasformino.

L’amore è una leva potente e non può certo lasciare inalterati i cuori che tocca.

I tuoi protagonisti, quindi, devono subire una trasformazione, a volte consapevole, a volte meno, che sia però netta e che li porti alla fine del libro ad essere molto diversi da come erano nelle prime pagine.

Una protagonista apparentemente cinica supererà le paure dietro le quali si nascondeva, un uomo inizialmente egocentrico o vanitoso imparerà la generosità dei sentimenti, e così via.

L’amore dunque deve cambiare i tuoi protagonisti, tirare fuori le loro doti nascoste, abbattere pregiudizi e paure e, perché no, anche far emergere fragilità e insicurezze che rendono i personaggi più veri e più credibili.

In fondo il risultato a cui punta un romanzo d’amore non è quello di dimostrare che da soli siamo perfetti, ma, anzi, al contrario, che la felicità sta nella relazione, nella condivisione con l’altro, nell’equilibrio delle parti.

La forza è nella coppia e non nel singolo.

10. Crea un lieto fine. Anzi, due

Nel romanzo rosa il lieto fine è garantito.

Le lettrici se lo aspettano e spesso scelgono questo genere proprio perché sanno che finirà bene, sanno che, almeno nel mondo immaginario dei loro personaggi, le cose vanno a finire bene, i problemi si risolvono, le buone azioni vengono riconosciute e l’amore è ricambiato.

Dopo una serie di ostacoli e imprevisti, la protagonista deve ricongiungersi con il suo amato, se era timida o disincantata nei confronti dell’amore, ora deve sciogliersi e aprirsi al sentimento.

Il fatto però che ci debba essere un lieto fine non significa che gli ultimi capitoli del tuo romanzo rosa debbano essere scontati.

Puoi sempre inserire una prima “falsa” conclusione in cui le cose sembrano risolversi, ma magari qualcosa ancora rimane irrisolto e il racconto viene interrotto da un ultimo colpo di scena che sembra mandare all’aria l’equilibrio finalmente raggiunto.

I protagonisti, ora riuniti e innamorati, possono poi affrontare insieme questo ultimo ostacolo per giungere al vero finale, questa volta più lieto che mai.

Il fatto di dover affrontare insieme una nuova difficoltà li renderà ancora più uniti e saldi nel loro amore.

I pregiudizi sul romanzo rosa

Per la semplicità delle trame, la centralità del tema dell’amore e il fatto di essere riservato quasi esclusivamente a un pubblico femminile, i romanzi rosa sono spesso sottovalutati e considerati letteratura minore.

È vero che i romance sono caratterizzati da uno stile romantico, un linguaggio semplice e schemi ripetitivi che si concludono son un finale scontato; tuttavia, il fatto che si tratti di letteratura di consumo, cioè che si legge con facilità e velocemente, non significa automaticamente che si tratti di testi noiosi e poco profondi.

A mio avviso, ciò che rende un testo noioso non è il genere cui appartiene, quanto piuttosto la superficialità nella costruzione delle ambientazioni, la mancanza di approfondimento psicologico dei personaggi, l’assenza di leve emozionali credibili nel loro arco di sviluppo. E questo può accadere in qualsiasi testo, rosa, giallo o fantasy che sia.

Il pregiudizio sul genere rosa non ha dunque senso e dovrebbe invece essere sostituito con il pregiudizio nei confronti di qualsiasi testo scritto male.

Del resto, i numeri del mercato danno ragione alle amanti del rosa, che rimane uno dei generi che vende di più.

Così molte case editrici organizzano collane specifiche per i romanzi d’amore o per i sottogeneri che dal rosa derivano.

Ma il rosa è davvero solo rosa?

Come abbiamo visto il genere rosa è caratterizzato da schemi narrativi ripetitivi e fissi. Per certi versi questi schemi possono costituire una traccia sicura da seguire per lo scrittore, ma in certi casi possono risultare una trappola per la sua fantasia e creatività.

Se dunque vuoi cimentarti nella scrittura di romanzi rosa, ma hai paura che la tua storia risulti banale e noiosa, prima di metterti all’opera ti consiglio di leggere molti romance.

Leggi, leggi, leggi.

Soprattutto in un genere come questo, infatti, laddove uno sguardo esterno può vedere solo schemi fissi e tipi ricorrenti, una lettura trasversale di autori diversi potrà darti invece una visione chiara della ricchezza delle sfumature possibili.

Solo leggendo molti romanzi rosa puoi infatti renderti conto della varietà dei sottogeneri possibili, degli stili di scrittura, delle potenzialità delle descrizioni, degli archi di sviluppo dei personaggi, delle tensioni emotive che l’amore genera.

Leggendo molti romanzi rosa puoi anche capire quali sono le tendenze letterarie del momento. Il tuo obiettivo non deve essere quello di cavalcare la tendenza ciecamente (non tutti i romance devono per forza avere un personaggio maschile ricco e un po’ str****!), ma di conoscerla per capire cosa funziona in quella tendenza, cosa fa di quei libri i più letti e i più apprezzati.

Nel corso dei decenni, infatti, il genere rosa ha saputo adattarsi all’evoluzione della società e della figura femminile. Pur rimanendo fedele alla formula di base in cui si racconta un sogno d’amore realizzato, molti romance contemporanei affrontano temi più realistici come la gestione di una famiglia allargata o le difficoltà di carriera che una donna incontra.

Il lieto fine, quindi, non è più solo l’affermazione del sentimento sopra ogni cosa, ma può corrispondere anche alla realizzazione personale e sociale della protagonista.

In questo senso il rosa si allarga e fuoriesce dagli stretti confini della semplice storia d’amore e si contamina con altri generi (la commedia, il romanzo d’avventura, il romanzo storico) con la fluidità che caratterizza proprio la distinzione tra i generi del romanzo contemporaneo.

In fondo, se il genere rosa ha così tanto successo è proprio perché da una parte, con i suoi elementi ricorrenti e le sue certezze, rappresenta per le lettrici una garanzia, dall’altra offre infinite sfumature di emozioni.

Sta a te trovare la tua.

 

P.S.

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