Ruoli e funzioni dei personaggi nel testo narrativo - Libroza
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La scelta di un’ambientazione storica e geografica, il gioco di fabula e intreccio, la successione temporale degli eventi in una storia non avrebbero senso se lungo questa linea del tempo e all’interno di questa cornice spaziale non fossero inseriti dei personaggi.

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Gli avvenimenti di un racconto sono determinati dalla presenza di personaggi che producono azioni o le subiscono.

Una narrazione senza personaggi è dunque un quadro vuoto: potrebbe trattarsi di pura descrizione, ma non può essere definito “narrativa”.

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Il sistema dei personaggi

Come dice il critico letterario statunitense Seymour Chatman nel suo saggio Storia e discorso. La struttura narrativa nel romanzo e nel film: «le storie esistono soltanto dove si presentano sia avvenimenti che esistenti [= personaggi] e non vi possono essere avvenimenti senza esistenti.»

Una storia è dunque come una macchina e i personaggi sono il motore: se i personaggi non fanno nulla, la storia non va da nessuna parte.

Una storia è come una macchina e i personaggi sono il motore: se i personaggi non fanno nulla, la storia non va da nessuna parte.

Per raccontare una storia, che si tratti di scrivere un racconto o un romanzo, è quindi necessario stabilire quali e quanti personaggi animeranno la scena, quali relazioni intercorrono tra di loro, quali caratteristiche fisiche e caratteriali ha ciascuno e come si evolveranno nel corso della vicenda.

Tutte queste informazioni danno vita al sistema dei personaggi della storia.

Se anche tu stai scrivendo un libro o un racconto, assicurati quindi di avere ben chiaro nella tua testa (o, meglio, scritto nero su bianco nei tuoi appunti) il sistema dei personaggi che vuoi creare.

Questo sarà fondamentale per lavorare poi alla trama e alla stesura effettiva del testo.

I ruoli dei personaggi

Il grande antropologo russo Wladimir Propp nel suo saggio Morfologia della fiaba, ha suddiviso per primo i ruoli dei personaggi in un testo narrativo a seconda della funzione che essi svolgono in rapporto alle vicende narrate ed è giunto alla conclusione che, a prescindere dalla loro condizione sociale e dalla loro psicologia, i personaggi rivestono alcuni ruoli fissi.

  • Il protagonista
    è il personaggio attorno a cui si sviluppa l’azione, dà inizio alla storia e ne è il centro; deve raggiungere un obiettivo o risolvere un problema e in genere è dotato di qualità positive. Il protagonista svolge anche la funzione di destinatario perché è lui che agisce per ottenere l’oggetto del desiderio.
  • L’antagonista
    è il personaggio che si oppone al protagonista creando ostacoli per il raggiungimento del suo obiettivo; la sua presenza nella storia determina una situazione conflittuale e per questo in genere è rappresentato con caratteristiche negative.
  • L’aiutante
    detto anche aiutante positivo, è il personaggio che aiuta il protagonista a portare a termine la missione, spesso dopo averlo messo alla prova; in una storia ci può essere più di un aiutante.
  • L’oppositore
    è il personaggio che aiuta l’antagonista a ostacolare il protagonista; si tratta quindi di un aiutante negativo. Anche in questo caso in una storia ci può essere più di un oppositore. A volte può esserci uno scambio di ruoli per cui l’oppositore può trasformarsi in aiutante e viceversa.
  • L’oggetto
    è l’obiettivo che il protagonista si prefigge di raggiungere e può trattarsi di un bene materiale, di un concetto astratto (la libertà, la verità, l’amore, ecc.) o di una persona.
  • Il mandante
    detto anche destinatore, è il personaggio che affida al protagonista la missione da compiere. In genere svolge la funzione di arbitro della vicenda, volgendo l’azione a favore ora del protagonista ora dell’antagonista.

La gerarchia tra personaggi

Il sistema dei ruoli crea anche una gerarchia tra personaggi, a seconda del grado di importanza della loro presenza nella storia.

Sotto questo punto di vista i personaggi si dividono in tre categorie:

1) I personaggi principali
svolgono ruoli di primo piano nella vicenda. Sono personaggi principali il protagonista e l’antagonista e i loro comprimari. Un protagonista, infatti, può essere affiancato da un personaggio che ha un ruolo pari al suo e così pure l’antagonista. Pensa per esempio a storie in cui i protagonisti sono due persone (due amici, due sorelle, due fidanzati, ecc.).  I due personaggi principali possono poi essere legati tra loro da un rapporto di collaborazione, se si aiutano reciprocamente nel raggiungimento dell’obiettivo, oppure da un rapporto di competizione, quando puntano allo stesso obiettivo ma ciascuno per sé.

2) I personaggi secondari
rappresentano nella vicenda una parte marginale e di contorno, ma sono funzionali allo svolgimento dell’azione e condizionano lo sviluppo dell’intreccio. Sono per esempio personaggi secondari l’aiutante e l’oppositore.

3) Le comparse
sono tutti quei personaggi che hanno un ruolo marginale e poco significativo, stanno sullo sfondo del racconto per caratterizzare l’ambiente, ma non hanno influenza sullo sviluppo dell’intreccio. Le comparse possono anche essere trattate come personaggio collettivo (gli amici del bar, le donne che chiacchierano al mercato, ecc.) che fa da sfondo alle azioni dei personaggi principali, come il “coro” nella drammaturgia classica.

La caratterizzazione dei personaggi

Dopo aver stabilito i ruoli e le funzioni che i tuoi personaggi ricopriranno nella storia che stai per raccontare, devi assicurarti di avere tutti gli elementi per poterli caratterizzare.

Abbiamo già detto in altre occasioni, infatti, che caratterizzare un personaggio significa stabilire a quale archetipo si riferisce all’inizio della storia e come poi lo declina nel corso degli eventi.

Il lavoro di caratterizzazione si basa dunque su schede di lavoro (che io ti consigli di fare per iscritto) in cui l’autore definisce tutte le caratteristiche fisiche e psicologiche di un personaggio.

Per ogni personaggio dovresti stabilire:

  • le caratteristiche fisiche: età, aspetto fisico, corporatura, nome, nazionalità;
  • le caratteristiche sociali: status sociale, livello culturale, posizione economica, stile di vita, abitudini, modo di vestire;
  • le caratteristiche ideologiche: concezione del mondo, visione politica, fede religiosa, valori esistenziali;
  • le caratteristiche psicologiche: carattere, comportamenti, pregi caratteriali, difetti, speranze, obiettivi, paure.

L’evoluzione dei personaggi

Dal punto di vista psicologico i personaggi possono essere:

  • personaggi a tutto tondo,
    detti anche multidimensionali o round characters, secondo la classificazione fatta dallo scrittore britannico Forster nel suo saggio Aspetti del romanzo: si tratta di personaggi dal carattere sfaccettato e complesso, a volte contraddittorio e imprevedibile (in positivo o in negativo), tanto da stupire il lettore con le loro mosse. In genere sono personaggi a tutto tondo i personaggi principali di una storia, perché occupano la scena più a lungo e l’autore può arricchirli di dettagli e sfumature.
  • o personaggi piatti,
    detti anche unidimensionali o  flat characters: sono personaggi dai comportamenti prevedibili e standardizzati, privi di spessore psicologico e di contraddizioni. In genere sono personaggi piatti i personaggi secondari, che compaiono meno di frequente sulla scena e la cui evoluzione non è significativa per dare consistenza alla storia.

I personaggi, infatti, soprattutto quelli principali, non dovrebbero mai essere monolitici e non dovrebbero rimanere sempre uguali dall’inizio alla fine.

Se si tratta di un testo breve, come un racconto, in genere il protagonista è rappresentato con caratteristiche precise che vengono confermate fino alla fine della vicenda, ma in una scrittura più lunga come quella di un romanzo, è indispensabile che egli evolva: le vicissitudini che attraversa non possono lasciarlo indifferente.

Un personaggio riuscito è quello che cresce durante la storia e in questo percorso porta con sé il lettore.

Un personaggio riuscito è quello che cresce durante la storia e in questo percorso porta con sé il lettore.

Per questo i personaggi si distinguono in:

  • personaggi cinetici
    sono i personaggi che nel corso della vicenda subiscono una evoluzione (in positivo o in negativo) e subiscono quindi una trasformazione comportamentale anche radicale;
  • e personaggi statici
    sono invece i personaggi che nel corso della vicenda non subiscono mutamenti e le cui caratteristiche rimangono immutate dall’inizio alla fine.

Attenzione, però, quando parliamo di evoluzione intendiamo un mutamento profondo del carattere e della psicologia del personaggio: un semplice sbalzo d’umore non fa di un personaggio statico un personaggio cinetico!

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Caratterizzazione esplicita e implicita

La definizione di tutte queste caratteristiche e la stesura di una scheda precisa, è un lavoro approfondito che certamente non puoi fare per tutti i personaggi minori e le comparse del tuo romanzo o dei tuoi racconti. È necessario però che tu lo faccia per i tuoi personaggi principali.

Molti autori non compilano le schede dei personaggi in modo così completo e approfondito perché pensano che la maggior parte delle cose che qui ho elencato e che andrebbero quindi inserite in una scheda non saranno poi dette nel libro e che quindi non servano.

Questo è un errore di prospettiva molto comune.

Nel tuo romanzo o racconto molto probabilmente saranno dette poche cose sul fisico o sul carattere del tuo personaggio, sulla sua condizione socio-economica o sulle sue abitudini di vita, ma tu come autore devi comunque sapere tutto. Solo se conosci a fondo il tuo personaggio, se sai di lui anche quello che non viene detto, potrai dargli spessore e metterlo in scena in modo credibile.

Dirai poco sul tuo personaggio in modo esplicito, ma il modo in cui lo farai parlare, decidere, agire, muoversi, dirà al lettore in modo implicito tutto quello che gli serve sapere.

Quando il lettore alla fine del libro sente di conoscere un personaggio come se fosse una persona reale e di averlo capito nella sua complessità e nella sua evoluzione, senza però avere la sensazione di essere stato guidato o imboccato in questo percorso di conoscenza, allora l’autore ha fatto bene il suo lavoro.

Quando alla fine del libro il lettore sente di conoscere un personaggio e di averlo capito, senza però avere la sensazione di essere stato guidato in questo percorso, allora l’autore ha fatto bene il suo lavoro.

È questo dunque ciò a cui devi puntare.

Consigli di lettura

Infine, per approfondire l’argomento che abbiamo trattato qui oggi, ti consiglio la lettura di questi testi:

Risorse Utili