La regola numero uno per diventare uno scrittore - Libroza
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La regola numero uno per diventare uno scrittore

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Chiunque abbia scritto e pubblicato un libro si è sentito dire, almeno una volta, «Ah, sai, anch’io volevo scrivere un libro, ma non ho mai trovato il tempo!». Oppure «Anch’io voglio scrivere un libro: ce l’ho tutto nella testa!».

Il mondo è pieno di persone che vogliono scrivere, che pensano che un giorno lo faranno o, peggio, sono sicure di averne le capacità senza averci mai provato.

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Per fortuna mia e di chi come me lavora nel mondo della scrittura, la maggior parte di questi “talenti” inespressi rimarrà tale e non ci farà concorrenza perché le persone sprecano il loro tempo e le loro energie a inventare scuse e a rimandare invece che mettersi in gioco davvero.

Quindi, se anche tu vuoi scrivere un libro o ce l’hai addirittura tutto in testa, smetti di inventare scuse e comincia a scrivere.

Non c’è altra strada per arrivare al tuo obiettivo.

Cosa non fare se vuoi diventare uno scrittore

Se dunque vuoi davvero diventare uno scrittore:

  • non dire che sei troppo stanco per scrivere;
  • non rimandare a “dopo” il momento della scrittura;
  • non pianificare di metterti a scrivere “da lunedì”;
  • non rinunciare a scrivere perché sei troppo impegnato;
  • non scaricare la colpa sui tuoi familiari se tu non hai tempo per scrivere;
  • non dire che hai un lavoro troppo impegnativo che non ti lascia tempo per nient’altro;
  • non mollare prima di iniziare perché “tanto il mondo dell’editoria è una giungla”;
  • non pensare di essere troppo vecchio o troppo giovane per iniziare a scrivere;
  • non ripeterti che la storia che vuoi raccontare non è abbastanza buona;
  • non aspettare l’ispirazione;
  • …e tutte le altre scuse che ti possono venire in mente!

Lascia che te lo ripeta: gli scrittori scrivono, tutti gli altri inventano scuse.

Pensi forse che i grandi scrittori abbiano tanto tempo libero, non abbiano impegni familiari o siano sempre ispirati e ansiosi di mettersi davanti al computer?
Ovviamente no.

Scrivere a volte può essere divertente e spesso è appagante, ma quasi sempre è un lavoro serio e impegnativo.

Anche questo lo voglio ripetere: scrivere è un lavoro duro.

Scrivere è un lavoro duro.

Nessuno vuole davvero lavorare sodo tutti i giorni, tutte le settimane. Tutti cerchiamo ogni tanto di divertirci, di staccare la spina, oppure semplicemente ci abbandoniamo alla nostra pigrizia.

Scrivere un romanzo, un manuale o un’autobiografia può essere un lavoro lungo e durante il percorso è normale che ci siano momenti di stanchezza e di difficoltà.

Ed è lì che spuntano le scuse.

Allora è facile dire «Lo faccio domani, oggi non ho tempo», oppure «Ci penso lunedì, oggi non ho idee!».

Invece è proprio in questi momenti che si vede la differenza tra chi è davvero uno scrittore e chi dice di esserlo.

Lo scrittore scrive. Sempre. E con regolarità.

Le parole chiave per diventare uno scrittore

Pensa solo questo: se scrivi anche solo una pagina al giorno alla fine di un anno avrai un romanzo di 365 pagine! Poi l’anno successivo potrai dedicarti alla revisione e all’editing di quanto hai scritto e con lo stesso ritmo alla fine del secondo anno avrai un romanzo corposo e corretto, pronto da pubblicare o da inviare ad agenti e case editrici.

Invece, se per metà del tempo tiri fuori scuse e non scrivi tutti i giorni, ti ci vorranno quattro anni per avere in mano un romanzo completo e corretto, con il rischio di stancarti e di mollare prima della fine del lavoro.

Se poi accampassi scuse tre giorni su quattro di certo il tuo libro non vedrebbe mai la luce.

Costanza e assiduità sono le parole chiave. I veri scrittori lavorano con tenacia, giorno dopo giorno, senza trovare scuse.

Quindi, se anche tu vuoi davvero diventare uno scrittore e scrivere un libro, sappi che la prima regola è questa: scrivi tutti i giorni. Non importa quanto, ma scrivi!

Regola #1 per diventare uno scrittore:
scrivi tutti i giorni.
Non importa quanto, ma scrivi!

Ciò che conta è che tu prenda l’abitudine di ritagliare un piccolo spazio quotidiano da dedicare alla scrittura.

Qualcuno preferisce farlo prima di andare a dormire, qualcun altro la mattina presto, qualcun altro invece lo fa in treno o in metro, sfruttando i tempi morti della giornata.

Scegli tu, ma scrivi.

Che tu lavori a una prima bozza o alla revisione finale del testo non fa differenza, l’importante è che tu scriva.

Ci saranno giorni in cui in mezzora riempirai cinque pagine e giorni in cui dopo molte ore avrai prodotto solo una paginetta striminzita.

Non importa. Non sei in gara con nessuno, nemmeno con te stesso.

Scrivi quello che vuoi, in libertà, senza preoccuparti dell’ortografia e della grammatica, o senza per forza dover ripartire da quello che hai scritto il giorno prima.

Se non ti viene in mente niente, se senti che è proprio una di quelle giornate senza idee, scrivi come ti senti e come vivi questo “blocco” creativo. Anche quando non hai voglia di scrivere scrivi e spiega perché non ti va.

Insomma, o scrivi qualcosa per il tuo libro o scrivi i motivi del tuo mancato lavoro. 

Sii sincero, tanto non devi convincere nessuno: stai scrivendo per te stesso.

Scrivere deve diventare per te un gesto naturale e automatico, da fare tutti i giorni, come lavarsi i denti.

Ti garantisco che se seguirai alla lettera questo metodo ti allenerai a scrivere con costanza, imparerai a superare i blocchi e i momenti di svogliatezza perché sarai ben presto stufo di scrivere giustificazioni che preferirai utilizzare il tuo tempo per scrivere qualcosa di più creativo.

Oppure capirai che scrivere non fa per te, che scrivere un libro era solo un’idea in cui ti cullavi ma che non si realizzerà mai.

Ma almeno smetterai di prenderti in giro.

Perché gli scrittori scrivono, tutti gli altri inventano scuse.

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