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Come promuovere un libro: 3 (scomode) verità sulla promozione editoriale

come promuovere un libro

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In un articolo precedente abbiamo analizzato e sfatato i 3 falsi miti sulla pubblicazione con una casa editrice, dimostrando come essere pubblicato da un editore non dovrebbe essere l’obiettivo vero di un autore.

Trovare un editore, infatti, è un’aspirazione legittima di tanti scrittori e, con costanza e tenacia, è un traguardo raggiungibile. Tuttavia pubblicare con una casa editrice non risolve la necessità principale che, invece, è quella di promuovere un libro per farlo emergere nel vasto e agguerrito mercato editoriale contemporaneo.

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La ricerca di un editore può portare via molto tempo, ma, dopo aver trovato una casa editrice seria interessata a pubblicare il tuo libro, tu dovresti comunque rimboccarti le maniche e promuovere il tuo libro praticamente da solo e con le tue sole forze.

Per questo io ti consiglio di non perdere tempo alla ricerca di un editore che in ogni caso avrà il controllo finale sul tuo testo, che non potrà aiutarti nella fase delicata della promozione, e con il quale dovrai dividere (in modo sfavorevole per te!) i guadagni delle tue vendite.

Pubblica il tuo libro in modo autonomo e veloce in Self Publishing e dedica piuttosto il tuo tempo e le tue energie a promuoverlo, studiando le tecniche di book marketing più efficaci, applicandole con costanza e testandole sul campo.

Promuovere un libro: un passo necessario

Promuovere un libro è la chiave del suo successo.

Come sai bene, infatti, a volte libri mediocri vendono molte copie e diventano famosi solo perché sono “spinti” con forza, presentati in tutte le trasmissioni, pubblicizzati su giornali, riviste e siti web, distribuiti in tutte le librerie fino al più remoto autogrill.

Alla fine un lettore, trovandosi davanti più e più volte lo stesso libro, consigliato da nomi autorevoli, osannato da fascette roboanti, per curiosità, se non per sfinimento, lo compra.

Dunque, a meno che tu non sia un personaggio famoso, uno di quegli autori di spicco su cui le grandi case editrici investono tutta la loro “potenza di fuoco” mediatico e commerciale (ma, se così fosse, dubito che saresti qui a leggere il mio blog! ;-)), se quindi, dicevo, sei uno scrittore come tanti, e magari al tuo debutto, sappi che imparare a promuovere il tuo libro è necessario, sia che tu voglia pubblicare con un editore, sia che tu voglia fare Self Publishing e autopubblicarti.

Come promuovere un libro: le 3 verità sulla promozione editoriale che nessuno ti dice

Ci sono alcune cose, però, che devi sapere sulla promozione editoriale: 3 verità che nessuno ti dice.

Verità n.1: promuovere un libro di qualità

La maggior parte dei libri self attualmente sul mercato sono di qualità dilettantesca. Questo ha generato il diffuso pregiudizio nei confronti dei libri self come libri di serie B, libri “che nessun editore ha voluto” perché di scarsa qualità. Per fortuna non è (sempre) così!

I lettori dimostrano quotidianamente che ciò che a loro interessa non è l’etichetta o il nome che c’è in copertina, ma la qualità di ciò che c’è dentro un libro.

Proprio per questo, però, tu devi distinguerti.

Ricordati che su Amazon e in tutte le altre librerie online non c’è distinzione tra libri self e libri pubblicati da case editrici. Quello che conta è se il libro piace ai lettori oppure no.

Quindi, se vuoi fare Self Publishing, devi fare un Self Publishing di qualità, altrimenti perdi solo tempo.

Te lo dico e lo ripeto con estrema franchezza, a costo di sembrare brusca e indelicata: non esiste un Self Publishing di successo se non è un Self Publishing di qualità.

Non esiste un Self Publishing di successo se non è un Self Publishing di qualità.

Verità n.2: promuovere un libro prima ancora di pubblicarlo

La promozione editoriale comincia già nella fase della scrittura.

Questo non vuol dire che se hai già pubblicato il tuo libro non puoi più fare nulla, anzi. Se hai già pubblicato il tuo libro sei già a uno stadio avanzato del percorso, vuol dire che hai fatto già molte cose, ma se hai pubblicato il tuo libro e le vendite non vanno come speravi, non ottieni i risultati che vorresti, allora forse è il caso di tornare indietro ad aggiustare qualcosa, a verificare  che tutto sia stato fatto come si deve perché una promozione editoriale efficace comincia prima della pubblicazione.

Non dimenticare infatti che scegliere il titolo giusto, creare una copertina di qualità, scrivere una descrizione accattivante sono passaggi obbligati che devi compiere prima di mettere in vendita il tuo libro, ma sono anche importanti strumenti di promozione editoriale.

Una promozione editoriale efficace comincia prima della pubblicazione.

Verità n.3: promuovere un libro mirando al bersaglio giusto

Fare promozione editoriale significa mettere il tuo libro davanti agli occhi dei lettori giusti.

E qui arriva il punto dolente.

Quando chiedo agli autori a chi è rivolto il loro libro, a chi vorrebbero venderlo, la maggior parte delle volte mi sento dire: «Tutti, il mio libro va bene per tutti!».

Questo è  un errore. Ovviamente io ti auguro che il tuo libro sia letto da lettori di ogni tipo, di ogni fascia di età e interesse, ma la tua strategia di promozione editoriale, per essere efficace, deve iniziare da un target ben preciso. Non puoi pretendere di vendere il tuo libro a tutti i lettori.

Devi capire qual è il tuo lettore, cosa gli piace, cosa si aspetta e soprattutto dove va a cercare i libri da leggere, come sceglie i nuovi libri da leggere. È una questione di obiettivi.

È come fare tiro con l’arco: come puoi fare centro se non sai verso quale bersaglio mirare?

Fare promozione editoriale significa mettere il tuo libro davanti agli occhi dei lettori giusti.

Promuovere un libro è una questione di obiettivi

Come vedi torniamo sempre al discorso degli obiettivi.

Ecco dunque i due concetti chiave su cui ti invito a riflettere. Prima di cominciare a fare promozione editoriale, poniti queste due domande:

1) Qual è il tuo obiettivo? Questo vale sia in termini di soddisfazione personale (vuoi essere famoso per ciò che scrivi o vuoi essere pubblicato da una casa editrice? Come abbiamo già visto sono due cose molto diverse) ma anche a livello editoriale (qual è il tuo lettore, a chi ti rivolgi?)

2) Quanto sei disposto a impegnarti per raggiungere il tuo obiettivo? Fare promozione editoriale è fondamentale per ogni autore, sia self che pubblicato da un editore, ma è un processo che richiede tempo e impegno. Quanto impegno? Almeno tanto quanto ne hai messo per scrivere il tuo libro.

La regola base di ogni promozione editoriale è solo una: la promozione editoriale è una maratona.

Del resto tu detieni i diritti sui tuoi libri per tutta la vita …e i tuoi eredi fino a 70 anni dopo la tua morte! 😉

Capisci bene, quindi, che ciò di cui hai bisogno è una strategia. Non si vince la maratona esaurendo tutto il fiato nei primi dieci chilometri.

Per promuovere un libro con efficacia devi impostare una strategia a lungo termine, che tenga conto delle tue forze, delle tue risorse, degli strumenti che di volta in volta possono nascere a tua disposizione, perché la tecnologia è in continua evoluzione, insomma uno sguardo a lunga gittata che punti al tuo obiettivo: farti conoscere e apprezzare come autore, raggiungere più lettori possibili, vendere più copie.

Ora che ho finito, ti chiedo un piccolo favore.
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  • DeepCode

    Premessa: io non sono uno scrittore e nemmeno aspiro ad esserlo; però sono un accanito lettore e leggo questo blog (ho ascoltato anche le registrazioni con attenzione) perché mi piace informarmi sul mondo dell’editoria, essendo un appassionato lettore di qualunque genere, basta che sia buona letteratura (ivi compresi anche manuali e libri specializzati).
    Ora, le informazioni che lei generosamente dà agli altri, dottoressa, sono evidentemente preziose e personalmente trovo stimabile e degno di ogni apprezzamento tanta dedizione, benché ci sia comunque la professione dietro che impone l’applicazione al lavoro, però lei lo fa bene e con passione e questo non è scontato.
    Tuttavia, la cosa che devo ammettere mi sta lasciando sempre più perplesso di quello che leggo nei suoi articoli è che quasi in tutti lei invita a non rivolgersi a “certi” professionisti. Mi spiego:
    1) non rivolgersi a professionisti che costruiscano siti: si sprecano soldi e in fondo “tu sei in grado di farlo da solo”;
    2) non rivolgersi ad agenzie letterarie per la promozione: tanto si sprecano soldi e in fondo “tu sei in grado di farlo da solo”;
    3) non rivolgersi a case editrici per la pubblicazione del libro: tanto si spreca tempo e in fondo “tu sei in grado di pubblicarti da solo con il self publishing”.
    Per un motivo o per un altro nei suoi articoli si invitano gli aspiranti autori ad arrangiarsi da soli (mi pare che consigli un correttore bozze e un editor esterno, non ricordo altro, servizi che lei offre, tra l’altro). Ma, scusi, io vedo spuntare ovunque siti di autori semplicemente indecenti in cascate oscene di link che intasano il Web (di quei siti autoprodotti con moduli prefatti alla wordpress); sono incappato in libri auto-prodotti (e non farò mai più questo errore) ritrovandomi con una spesa sostenuta (anche 30, 40, 50 € per un manuale tecnico e 20 € per narrativa) per libri deprecabili; mi sono ritrovato a leggere degli e-book (la situazione degli e-book poi è veramente drammatica, assolutamente drammatica da questo punto di vista!) autoprodotti talmente zeppi di errori, inconcruenze, scempiaggini da ridere (sì ridere) da restare increduli, assolutamente increduli che una persona che si ritenga scrittore possa commettere simili errori logici, grammaticali e sintattici (lasciamo perdere le copiazzature di trame famose, telefilm e tutto il resto).
    Ecco, io penso che un professionista abbia sudato e lavorato duro per splecializzarsi nel suo mestiere, non posso pensare che un programmatore professionista realizzi un sito male, ci mette il nome e la faccia, prende dei soldi perché lavora, certamente, toccherebbe allo scrittore scegliere rapporto prezzo qualità, ma questo ci eviterebbe di dover incappare (e siamo almeno al 70% dei siti auto-disegnati) in oscenità senza fine; capisco che un editore possa dirmi di no e magari se mi dice di sì la sua promozione sarà lenta e non si dedicherà solo a me ma a tutti i suoi autori dividendo budget e tempo, ma se manca il filtro di un editore serio (qualcuno che investe il SUO nel MIO libro, e prende certo una sua percentuale e vorrei anche vedere scusi, è ben lui che ci rimette) a me chi mi assicura che quello che ho scritto abbia un valore (a parte la mamma e la fidanzata e il correttore bozze esterno che io avrò pagato per il servizio)? Va bene credere in se stessi e aspettare le recensioni per correggersi, ma a quel punto i soldi li avrò spesi per auto pubblicarmi e avrò intasato il mercato con l’ennesimo prodotto scadente solo perché “Io posso fare anche da solo”.
    L’autopubblicazione, per come la vedo io, dovrebbe essere l’ultima ratio, non un frantoio delle altrui professionalità. Allora allarghiamo questo modo di ragionare a tutte le professioni, che ne verrebbe fuori? Io quella dello scrittore la vedo come una professione seria (sarò un sognatore boh!), e il libro, oggi, lo vedo come il risultato di una task force più ancora che in passato, non di qualcuno che passi il tempo sui social, a farsi il sito (che deve vedere come la sua casa) e a evitare accuratamente di affidare le sue idee promozionali a qualcuno che sia in grado di svilupparle, o a qualcuno che magari potrebbe dire del suo libro cosa funziona e cosa no prima che vada in edizione. Io trovo sconcerntate questa massa di letteratura dequalificata e dequalificante oggi in circolazione. Per citare qualcuno, ultimamente degli almeno cinquanta libri di narrativa che ho letto (leggo moltissismo, come detto) e parlo anche di titoli di case editrici (grandi, medie piccole etc.) non ho trovato nemmeno uno scrittore. E quando vado per curiosità alle presentazioni di questa gente torno a casa soffocato dalla loro ego impazzita.
    Guardi, secondo me la metà dei libri che si pubblicano oggi sono di persone che non hanno proprio niente da dire. “La gente crede quasi sempre che tutti provino per essa sensazioni molto più violente di quelle che provano in realtà: crede che l’opinione degli altri oscilli sotto grandi archi di approvazione o disapprovazione”, (Tenera è la notte, 1934), infatti aveva ragione Fitzgerald: qui sguazziamo nella mediocrità più assoluta (e parlo anche appunto di libri pubblicati con case editrici) e spingere al self made writer non mi sembra poter risolvere la situazione.
    Vedrei più utile, più che sminuire tutte le altre professionalità, guidare i suoi lettori verso la scelta di un buon professionista, con un buon rapporto qualità prezzo; piuttosto che invitare qualcuno a fare da solo, non è meglio aiutarlo a scegliere, anche la casa editrice giusta se serve? Non sono contrario del tutto all’autopubblucazione, ma che sia un episodio felice (come può essere quello dei suoi libri come I duetti d’amore nelle opere di Giuseppe Verdi, ma lei, dottoressa non è un caso, non è fattore c, è sacrificio, formazione e coscienza).
    Mio pensiero.
    Serena giornata.

    • Marco, la ringrazio innanzitutto per il suo intervento così articolato.
      Per quanto riguarda i consigli che io do agli autori, come sicuramente lei ha letto e ascoltato, insisto ripetutamente sulla necessità di creare un prodotto di qualità perché penso (e l’ho scritto più volte) che il Self Publishing abbia senso solo se inteso come pubblicazione di qualità che possa competere con le pubblicazioni tradizionali (quelle buone, ovviamente).
      Per ottenere un prodotto di qualità ribadisco spesso la necessità di affidarsi a professionisti del settore, soprattutto per la revisione del testo (editing e correzione di bozze) e copertina. Di questi servizi io mi occupo solo di revisione, non creo copertine, ma il punto non è di cosa mi occupo, ma di cosa ha bisogno un testo per potersi presentare al pubblico con dignità. Credo fermamente che la correttezza del testo (ortografica, grammaticale, sintattica) sia la prima forma di rispetto nei confronti di chi dedicherà al testo il proprio tempo, leggendolo, e perfino i propri soldi, acquistandolo. Una copertina professionale, poi, permetterà a un testo self di gareggiare alla pari con le altre pubblicazioni nella spietata arena del mercato editoriale.
      Di questi servizi, dunque, credo che nessun autore possa fare a meno. Io stessa per i miei testi mi avvalgo del servizio di colleghi per l’editing e la correzione di bozze e per la copertina del mio romanzo ho lanciato un contest tra grafici professionisti.
      Detto questo, non credo affatto di sminuire le altre professionalità. Cerco però di essere onesta e trasparente con gli autori. La revisione ha un costo, la copertina pure, magari il budget è limitato e prima di spendere altri soldi l’autore vuole cominciare a capire se il libro piace e se può esserci un (seppur minimo) ritorno economico con le vendite. Allora per risparmiare si possono fare da soli tante cose, o si può imparare a farle perché non sono troppo difficili: come per esempio impaginare un libro, convertire un testo in formato ebook, aprire un blog, gestire un canale social, e così via.
      Del resto che senso ha spendere 500 euro (quando va bene) per farsi fare un sito bellissimo da una web agency se poi non so cosa metterci dentro? Meglio allora all’inizio spendere solo 50 dollari per un template per wordpress e investire il proprio tempo/denaro per imparare le tecniche di SEO writing e poter riempire il proprio sito di articoli ben fatti per farsi indicizzare da Google.
      E ancora, che senso ha spendere 1000 euro (quando va bene) per farsi fare una campagna di promozione da un ufficio stampa se poi non so a chi è stata data notizia del mio libro e non ho il contatto diretto con i lettori? Meglio piuttosto investire il proprio tempo/denaro per imparare a gestire la promozione dei propri libri. E così via.
      Se poi il libro ha successo e le vendite vanno bene un autore può sempre fare scelte diverse per i suoi titoli successivi, anche se io ritengo che la cifra distintiva di un vero autore self, uno che crede nelle potenzialità di questa strada e non la vive solo come ripiego “perché nessun editore l’ha voluto”, sia proprio la scelta di fondo di detenere il controllo su ogni fase della filiera editoriale.

      Per quanto riguarda invece il discorso sulla qualità dei libri oggi in commercio, convengo con lei che il panorama per certi versi è deprimente. Ma come lei stesso ammette, anche le case editrici pubblicano libri di dubbio valore.
      Il filtro che lei auspica tra produzione egocentrica degli autori e pubblico non è più quindi costituito dalle case editrici: semplicemente non esiste più.
      È il lettore l’ultimo filtro, con i propri gusti, il proprio bagaglio culturale, la propria sensibilità.
      In questo potrebbero/dovrebbero avere un peso community di lettori con le loro recensioni, purché oneste! Ma questa è un’altra storia…