Perché pubblicare un libro usando uno pseudonimo - Libroza
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Se hai mai pensato di pubblicare i tuoi libri usando uno pseudonimo, invece che il tuo nome reale, sappi che sei in buona compagnia.

Gli inglesi lo chiamano pen-name, i francesi nom de plume, ma comunque tu voglia chiamarlo si tratta di un modo per nascondere la propria identità.

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8 scrittori famosi che hanno pubblicato usando uno pseudonimo

Molti autori famosi hanno scelto di scrivere sotto pseudonimo e altrettante sono le buone ragioni per fare questa scelta ancora oggi.

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1. J.K. Rowling

La famosa autrice della saga di Harry Potter, dopo essere diventata ricca e famosa, ha deciso di pubblicare un thriller con lo pseudonimo di Robert Galbraith. Il suo scopo era quello di pubblicare come un autore qualunque e “stare a guardare” che accoglienza di pubblico e di critica avrebbe avuto il libro senza l’alone ingombrante della sua fama.

In realtà il mistero è durato assai poco, perché la sua vera identità è stata presto svelata così che adesso anche i libri di Robert Galbraith sono letti e apprezzati in tutto il mondo. In Italia sono usciti finora Il baco da seta e Il richiamo del cuculo, mentre in Inghilterra è già uscito il terzo volume, Professione del male, la cui uscita in Italia è prevista per giugno 2016.

2. Stephen King

Poiché il suo editore gli sconsigliava di pubblicare più di un libro all’anno per non saturare il mercato e non annoiare i lettori, King pubblicò quattro romanzi con lo pseudonimo di Richard Bachman, nome scelto forse per omaggiare una band rock canadese attiva negli anni Settanta.

Anche in questo caso, non appena la vera identità di Richard Bachman fu svelata, il pubblico corse a comprare i nuovi libri di Stephen King, dimostrando quindi all’editore che le sue paure erano infondate e che i fan di un autore sono pronti a ogni nuova pubblicazione del loro beniamino.

3. Agatha Christie

La famosa giallista che tutti amiamo pubblicò molti romanzi rosa usando lo pseudonimo di Mary Westmacott. La scelta di lavorare sotto pseudonimo fu dettata dalla volontà di tenere separati i due generi letterari e non confondere quindi il lettore.

4. Lewis Carroll

L’autore di Alice nel paese delle meraviglie era un serio professore di  matematica, dal nome serio e pomposo. Si chiamava infatti Charles Lutwidge Dodgson e con il suo vero nome aveva già pubblicato testi accademici. Per la sua fiaba senza tempo scelse quindi uno pseudonimo più leggero. In realtà Lewis è l’anglicizzazione del nome Lutwidge, mentre Carroll deriva da Carolus, versione latina dell’inglese Charles.

5. George Orwell

L’autore di 1984 e della Fattoria degli animali, si chiamava in realtà Eric Arthur Blair.

6. Pablo Neruda

Il poeta Premio Nobel per la Letteratura nel 1971 si chiamava Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto. Scelse il cognome Neruda per omaggiare il poeta cecoslovacco Jan Neruda, mentre con il nome Pablo pare volesse rendere omaggio al poeta francese Paul Verlaine.

7. Italo Svevo

L’autore de La coscienza di Zeno e di Senilità si chiamava Aron Hector Schmitz. Nato a Trieste da famiglia ebraica benestante, Aron scelse lo pseudonimo Italo Svevo con il quale dichiarò esplicitamente la doppia influenza, italiana e mitteleuropea, della propria cultura.

8. Elena Ferrante

Il caso più recente nella letteratura contemporanea italiana dell’uso di uno pseudonimo è quello di Elena Ferrante, nome di fantasia dietro il quale non è dato sapere (ancora) chi si cela. Nelle pochissime interviste rilasciate a mezzo stampa, l’autrice de L’amica geniale sostiene che i libri hanno una propria vita e identità e che quindi non hanno bisogno di un volto o di un nome di un autore che li porti in giro per il mondo.

Deve avere proprio ragione lei, dal momento che i suoi libri sono stati tradotti in altre lingue e il mondo lo stanno in effetti girando, anche senza la sua presenza a presentazioni e festival letterari.

10 motivi per pubblicare un libro usando uno pseudonimo

L’elenco di autori famosi che hanno pubblicato sotto pseudonimo è lungo e potrebbe proseguire, ma da questi primi esempi puoi già capire quali sono i motivi principali che spingono uno scrittore a nascondere la propria identità dietro uno pseudonimo e perché quindi potresti farlo anche tu.

1. Perché il tuo nome e/o cognome non ti piace

Magari il tuo nome è di difficile pronuncia, o forse l’accoppiata nome-cognome non ti sembra suonare bene.
Questo fu il motivo che spinse Rina Faccio a firmarsi con il nome più elegante di Sibilla Aleramo, e per lo stesso motivo Alberto Pincherle cambiò il proprio cognome in Moravia, mentre Elsa Lo Monaco divenne Elsa Morante.

Se dunque immaginare il tuo nome e cognome, così come sono, stampati su una copertina non stimola in te una reazione di orgoglio e soddisfazione, cambiali pure e scegli uno pseudonimo che ti possa garantire tali sensazioni.

2. Perché un altro nome “suona meglio”

Questo è il caso, ad esempio, di tutti quegli autori che scelgono uno pseudonimo straniero.

Oggi è una scelta di vanità, soprattutto in Italia dove siamo sempre molto esterofili e crediamo che il lettore apprezzi di più un libro firmato da un nome straniero, ma in passato è stata una scelta obbligata per tante donne, che solo usando uno pseudonimo maschile hanno potuto pubblicare i propri testi o garantire ai propri testi la possibilità di essere presi seriamente in considerazione.

Così dietro lo pseudonimo di George Eliot si celava Mary Ann Evans, mentre dietro la firma di George Sand c’era Amantine Lucile Dupin.

3. Per evitare omonimie

Alberto De Chirico, fratello del pittore Giorgio e anch’egli pittore, pubblicò dei testi sotto lo pseudonimo di Alberto Savinio. Così se anche tu vuoi differenziarti da qualcuno che si chiama come te e che è già noto, non per forza o non solo in campo letterario, puoi decidere di usare uno pseudonimo.

4. Per evocare un nome famoso

Al contrario del motivo precedente, in questo caso tu potresti voler cambiare il tuo nome o cognome, assumendo quello di un personaggio famoso a cui intendi riferirti o che desideri omaggiare.

5. Per staccarti dal cognome di famiglia

Se tuo padre è famoso, in bene o in male e in qualsiasi campo, e tu vuoi segnare un distacco tra la tua attività letteraria e il cognome che hai ereditato da lui, la scelta di uno pseudonimo può aiutarti a non essere identificato come “figlio di”.

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6. Per distinguere i generi delle tue opere

Come fece Agatha Christie che scelse di pubblicare i propri romanzi rosa sotto pseudonimo, anche tu potresti voler distinguere tra libri di generi diversi o tra una produzione che reputi, per qualche motivo, principale e un’altra secondaria.

7. Per mantenere la tua privacy

Se non vuoi che i lettori e i giornalisti curiosino nella tua vita personale e non sappiano nulla di te, allora non ti resta che fare come Elena Ferrante e usare uno pseudonimo. Questa scelta è stata fatta in passato anche per tutelare la privacy di scrittrici minorenni, come Valentina F. o Vanessa P.

8. Per mantenere l’anonimato

Al contrario del motivo precedente, in cui l’autore difende l’intimità della propria famiglia da possibili curiosi, a volte capita che l’autore non voglia far sapere nemmeno ai propri familiari e amici di essere l’autore di un determinato libro. Hai scritto un libro erotico e non vuoi che tua madre lo sappia? Bene, allora pubblicalo con uno pseudonimo!

9. Perché sei già famoso con un nickname o con uno pseudonimo

È il caso, ad esempio, di Michele Rech, in arte Zerocalcare, fumettista affermato che continua a pubblicare le sue graphic novel con il nickname inventato un po’ per caso tanti anni fa in un forum online.

10. Per ripartire da zero

Se hai già pubblicato altri libri e non hai avuto fortuna, oppure se sei famoso in altri settori e non vuoi che i lettori siano influenzati dalla tua fama, scrivere usando uno pseudonimo ti permetterà di fare tabula rasa da recensioni negative o da aloni invadenti di notorietà e proporti sul mercato editoriale con una nuova identità, intonsa come un libro tutto da sfogliare.

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