Le cartelle editoriali: cosa sono e come calcolarle - Libroza
4967
post-template-default,single,single-post,postid-4967,single-format-video,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1200,qode-content-sidebar-responsive,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-11.1,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive

Home > Le cartelle editoriali: cosa sono e come calcolarle

Una cartella editoriale è un documento di 30 righe di testo di circa 60 battute ciascuna, per un totale di 1800 battute, spazi inclusi.

Per intenderci, una cartella corrisponde alla pagina di un libro stampato nel formato romanzo, ma se dovessi scrivere a mano un testo di 1800 battute occuperebbe due facciate.

Guarda il video >>>

Se questo video ti è utile, regalami un like: mi ci è voluto un po’ per realizzarlo con cura e il tuo piccolo gesto mi farà felice!

Cos’è una cartella editoriale

La cartella editoriale è dunque l’unità di misura della lunghezza dei testi ed è diventata di uso comune con il diffondersi delle macchine da scrivere.

Se infatti hai presente come è fatta una macchina da scrivere, o se sei abbastanza grande (come me!) da averne usata una in passato, sai che in un testo dattiloscritto i caratteri occupano tutti lo stesso spazio. Una i occupa dunque sul foglio lo stesso spazio di una m e perfino lo spazio bianco tra le parole è della stessa dimensione.

I martelletti della macchina, infatti, sono tutti di uguale larghezza, sia che portino il carattere della i che della m.

In questo modo, una volta inserito il foglio nel rullo e impostati i margini destro e sinistro, ogni riga conterrà sempre lo stesso numero di caratteri. Allora un foglio dattiloscritto di 60 righe di testo di 30 caratteri l’una, conterrà 1800 caratteri, spazi inclusi.

Ecco una cartella editoriale!

Perché si usano le cartelle editoriali

Oggi però (quasi) nessuno usa più la macchina da scrivere per stendere i propri testi. Perché allora la cartella editoriale è rimasta come unità di misura della lunghezza dei testi?

Semplice: proprio perché stabilisce in termini assoluti la lunghezza di un testo, a prescindere dal modo in cui è impaginato e dal supporto con cui è stato scritto.

Quando scriviamo un testo con il computer, infatti, possiamo cambiare moltissime variabili: la dimensione del foglio, i margini, i rientri, l’interlinea, la tipologia e la grandezza del font, ecc.

Tutto questo può portare ad avere file con un numero di pagine totale molto diverso. La Divina Commedia può essere stampata con caratteri microscopici tutta su un unico poster (cercala, esiste! ;-)), oppure occupare tre libri in formato romanzo. Ecco perché il numero di pagine non è un indicatore di lunghezza valido per un testo.

Lo stesso testo può infatti occupare 10 o  100 pagine, a seconda di come è stato formattato e impaginato, ma sarà sempre costituito dallo stesso numero di battute.

Il numero di cartelle editoriali identifica quindi la lunghezza di un testo a prescindere da tutte le variabili di formattazione e impaginazione.

Proprio per questo quando presenti un testo a un agente letterario, a un editore, a un concorso, o quando chiedi il preventivo per un servizio di editing o di correzione di bozze e ti viene chiesta la lunghezza del testo devi fornire il numero di cartelle editoriali di cui è composto, e non il numero di pagine del tuo file.

Come si calcola il numero di cartelle editoriali

Come si calcola il numero di cartelle editoriali di un testo?

Se hai già scritto il tuo testo e vuoi misurarne la lunghezza in cartelle editoriali segui queste semplici istruzioni: apri il tuo programma di videoscrittura (ad esempio Word), seleziona tutto il testo, vai nel menu “Revisioni” e clicca sul comando “Conteggio parole”.

Il risultato che trovi alla voce “Caratteri spazi inclusi” è quello che ti serve. Dividi quel numero per 1800 e otterrai il numero di cartelle editoriali di cui è composto il tuo testo.

La formula quindi è molto semplice:

N° cartelle editoriali = N° battute spazi inclusi : 1800

 

Risorse Utili

  • Onofrio Tantillo

    Ciao Carmen,
    Intanto grazie per i consigli e i video tutorial che ci regali, sempre molto chiari, precisi e soprattutto utili per chi come me intende approcciarsi alla scrittura: mi sono stati di grande aiuto.
    in particolare per quanto riguarda il video tutorial sulle cartelle editoriali, vorrei chiederti qualche indicazione in merito alle righe che vanno lasciate tra il titolo di ogni capitolo e l’inizio del testo.
    grazie e a presto

    • Ciao Onofrio, grazie a te per essere passato di qui!
      Il segno di “a capo” NON conta come carattere, quindi se lasci una o più righe vuote tra il titolo di ogni capitolo e il testo, non avrai caratteri in più sul totale del tuo testo. Attento però che si tratti davvero righe vuote, cioè che ci sia solo il segno di paragrafo, che è quello che segna l’andare a capo. Molte persone, infatti, senza accorgersene riempiono le righe vuote di spazi bianchi, oppure usano gli spazi anche per fare i rientri del margine sinistro di ogni capoverso, invece di usare le funzioni specifiche per i rientri.
      Gli spazi bianchi (quelli che ottieni con la barra spaziatrice, per intenderci) sono conteggiati nel computo delle cartelle, perché, come ho spiegato le cartelle si calcolano proprio contando i caratteri del testo SPAZI INCLUSI.
      Quindi: i segni di paragrafo NON fanno aumentare il numero di caratteri totali del tuo testo, gli spazi bianchi sì.
      Usa la funzione Mostra/Nascondi di Word per controllare se ci sono spazi bianchi lasciati qua e là senza motivo e cancellali!