Le 8 doti dello scrittore - Libroza
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Le 8 doti dello scrittore

Le 8 doti dello scrittore

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A prescindere dal genere letterario dei tuoi libri, portare a compimento un progetto editoriale richiede una grande convinzione e forza di carattere.

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Scrivere, una fatica nera

Dorothy Parker diceva: «Odio scrivere, ma amo aver scritto».

Questa semplice frase riassume in sé le due fasi principali del processo di scrittura, contrapposte e in equilibrio tra di loro.

Prima c’è la fase della scrittura, dura, difficile, la fase in cui sei solo e rischi di mettere a dura prova la fiducia in te stesso. Non per niente Stephen King diceva che «scrivere un romanzo è come attraversare l’Atlantico in una vasca da bagno»!

Scrivere fiction, specialmente quando il romanzo è lungo, può essere un lavoro difficile e solitario; è come attraversare l'Atlantico in una vasca da bagno. (Stephen King)

Poi, però, c’è la fase della soddisfazione, il testo è completato, magari ancora da revisionare e lontano dalla pubblicazione, ma è finito, hai scritto la parola fine alla tua prima bozza e senti nascere dentro di te un senso di pienezza e – diciamolo! – di (onni)potenza. Ce l’hai fatta!

Per sopravvivere alla prima fase e arrivare indenni alla seconda devi cercare di lavorare su te stesso, prima ancora che sui tuoi testi e sul tuo stile, per rafforzare o acquisire alcuni tratti caratteriali che possono davvero aiutarti a vivere la scrittura come un impegno appagante e perfino gioioso.

Le 8 doti dello scrittore

Ecco dunque 8 doti caratteriali necessarie allo scrittore. Se le hai già, coltivale ed esaltale; se non le hai, be’, allora è proprio arrivato il momento di rimboccarti le maniche!

#1 Pazienza

Scrivere un libro non è affare di poche ore o pochi giorni. Ci vuole tempo.

Se poi, oltre a scrivere un libro, vuoi anche scriverlo bene, allora la faccenda si allunga e di tempo ce ne vuole ancora di più.

Ci vuole dunque pazienza.

La pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce. (Jean-Jacques Rousseau)

 

Scrivere un libro richiede dunque pazienza, sia che si tratti del tuo primo libro, scritto magari quasi per scherzo, sia che tu voglia affrontare la scrittura in modo più professionale, scrivere con continuità e migliorare il tuo stile.

Diventare uno scrittore, infatti, significa applicarsi con disciplina e impegno. Senza queste premesse rischi di gettare la spugna prima di aver pubblicato una sola linea.

Devi pensare alla scrittura come a qualsiasi altra arte o sport, per i quali ci vuole studio e applicazione costante per anni prima di poter raggiungere risultati significativi.

Perché per suonare bene uno strumento tutti siamo consapevoli che ci vogliano anni, mentre per la scrittura i più pensano che sia tutto spontaneo e immediato? Nessuno si sognerebbe di considerarsi un grande pianista dopo pochi mesi di lezioni o strimpellamenti al pianoforte, eppure in molti si definiscono scrittori solo perché riempiono da anni un diario personale.

Per ottenere buoni risultati nella scrittura, bisogna dunque per prima cosa armarsi di (santa, e tanta) pazienza.

Se sei già un tipo paziente, è il momento di tirare fuori tutta la tua calma zen. Se invece la pazienza non è mai stata una tua virtù, non ti preoccupare: ad avere pazienza si può imparare.

Come?

Facendo pratica ogni giorno. Impegnati a leggere qualcosa ogni giorno e a scrivere qualcosa ogni giorno. Fai esercizi di scrittura, poniti ogni giorno un nuovo obiettivo.

#2 Costanza

Ed ecco la sorella della pazienza, la costanza.

Avere pazienza solo per aspettare che qualcosa accada miracolosamente non serve a nulla.

La pazienza va accompagnata ad una azione costante e ripetuta nel tempo.

Fissa un calendario di lavoro e rispettalo. Se non riesci a scrivere tutti i giorni, fai in modo comunque di scrivere con un ritmo costante. Non scrivere niente per un mese e poi fare una full immersion di un weekend non dà buoni risultati. Magari riempi molte pagine, ma con buona probabilità saranno pagine da rivedere profondamente.

Un lavoro costante ti permette invece di maturare nel tuo stile.

Affronta dunque la scrittura come un lavoro, un impegno che prendi con te stesso e lo rispetti.

Recentemente, in occasione dell’uscita del suo centesimo libro, Andrea Camilleri ha rilasciato alcune interviste. Alla domanda: «Che rapporto ha lei con la scrittura?», il Maestro ha risposto: «Impiegatizio.», nel senso che ogni mattina, come farebbe un impiegato che va in ufficio, lui si mette lì e scrive.

Prendi dunque esempio da Camilleri e scrivi con costanza.

Se senti di non essere molto portato per la costanza aiutati con qualche espediente.

Ad esempio, stampa un grande calendario da muro in cui siano presenti tutti i giorni dell’anno e metti una bella croce rossa sopra ogni giorno in cui riesci a scrivere. A mano a mano che segnerai giorni consecutivi si creerà una bellissima catena di crocette rosse che non vorrai più spezzare.

Oppure fissa un traguardo (magari un certo numero di cartelle o di parole scritte) e un premio corrispondente così sei stimolato a raggiungere il tuo obiettivo per ottenere il regalo che tanto desideri. La psicologia della ricompensa funziona sempre!

#3 Socialità

Se è vero che scrivere è un lavoro solitario, diventare un autore richiede la necessità di aprirsi al contatto con gli altri, creando una rete di relazioni.

Come scrittore hai bisogno di un cerchio di supporto fatto di figure molto diverse tra loro: parenti e amici, che ti conoscono e quindi possono intuire i tuoi momenti di sconforto; colleghi scrittori, che sanno cosa stai passando e capiscono le difficoltà di questo percorso; professionisti, che possono aiutarti a migliorare il tuo testo e a farlo conoscere.

Quindi, se sei già un tipo socievole, riattiva e rafforza i tuoi contatti, se invece sei tendenzialmente un tipo schivo e riservato, sforzati di frequentare nuove persone e di parlare del tuo progetto.

Per pubblicare un libro sono necessarie tante competenze diverse. Non puoi fare tutto da solo.

Scrivere è un lavoro solitario, ma pubblicare richiede una rete di relazioni.

#4 Ottimismo

Per fare lo scrittore devi avere un atteggiamento positivo, uno sguardo ottimista sulla vita che ti permetta di superare gli ostacoli che inevitabilmente troverai lungo il cammino, senza perdere di vista la tua meta.

Ma come si fa a continuare a vedere il lato positivo delle cose quando tutto sembra andare storto?

Se sei un ottimista di natura, la fiducia in te stesso e nell’ordine delle cose ti sosterrà nei momenti difficili. Ma se sei un pessimista sappi che secondo gli psicologi l’ottimismo si può imparare, modificando il modo in cui guardiamo la realtà che ci circonda.

«Non ce la farò mai!» è un ostacolo che tu stesso poni sul tuo percorso.

Non ti bastano le difficoltà intrinseche della scrittura? Ti ci devi mettere pure tu? 😉

#5 Resilienza

Se decidi di fare lo scrittore, cioè se decidi di tirare fuori dal cassetto i tuoi fogli e di farli leggere anche agli altri, preparati a ricevere critiche negative.

È proprio uno dei primi consigli che Stephen King dà a chi si approccia alla scrittura.

Migliorare il tuo stile e lavorare sodo può aiutarti a farti apprezzare e a ricevere elogi e apprezzamenti, purtroppo, però, ci sarà sempre qualcuno a cui non piacerai, che ti criticherà e raffredderà il tuo entusiasmo.

Per questo è importante che tu impari l’arte della resilienza, cioè la capacità di assorbire gli urti senza spezzarti.

Persisti dunque sulla tua strada e mantieni il tuo obiettivo.

Se ricevi critiche costruttive, accettale con umiltà e lavora sodo per migliorarti; se ricevi invece critiche gratuite, fattele scivolare addosso e lasciale scorrere verso il basso.

Tu guarda in alto e continua a salire.

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#6 Concentrazione

L’abbiamo detto e qui te lo ripeto: anche se ti impegni, non potrai piacere a tutti. Ci sarà sempre qualcuno a cui il tuo libro non piacerà.

Quindi smettila di pensare a cosa dirà la gente, di preoccuparti se tua madre rimarrà male leggendo nei tuoi libri cose di te che non sapeva, di avere paura di offendere la sensibilità di qualcuno.

Se credi davvero nel messaggio che vuoi comunicare, se senti davvero l’esigenza di raccontare una storia, concentrati su di essa e raccontala.

Allo stesso tempo smettila di voler imitare lo stile di qualcun altro, di scrivere seguendo le mode letterarie del momento. Se non è il tuo stile, se non è il tuo genere, quello che scriverai sarà freddo, impersonale e non efficace.

Concentrati dunque sui tuoi obiettivi e sulla ricerca di una tua voce narrativa.

#7 Determinazione

Scrivere un libro può essere un percorso lungo. Se poi, oltre a scriverlo, vuoi anche pubblicarlo e promuoverlo, allora questa marcia diventa una vera e propria maratona.

Per arrivare fino alla fine e non perdersi per strada o fermarsi sfiancati col fiato corto serve tutta la tua determinazione.

Vuoi davvero scrivere? Vuoi davvero far conoscere le tue storie al mondo? E perché?

Poniti queste domande e rispondi con sincerità. Infatti, solo se le tue motivazioni di base sono solide potrai arrivare fino in fondo.

Per sostenere la tua determinazione e reggere alla fisiologica tentazione di mollare tutto, aiutati con un piano d’azione dettagliato: fissa per iscritto il tuo obiettivo e una data per raggiungerlo. Scomponi poi il progetto generale in tappe brevi, ciascuna dedicata al raggiungimento di un obiettivo intermedio.

Ad esempio puoi stabilire un periodo per la progettazione del tuo testo, un periodo per la ricerca e la raccolta di materiali, poi puoi fissare traguardi di scrittura giornalieri o settimanali, misurati in numero di cartelle o di parole, e infine puoi definire quanto tempo sarà necessario per la fase di revisione del testo.

Poniti delle scadenze e impegnati a rispettarle. Questo stimolerà  ancora di più la tua determinazione in un circolo virtuoso di energia e forza di volontà.

In fondo anche una maratona si percorre un passo alla volta.

#8 Generosità

Infine, scrivere è un atto di generosità verso il mondo.

Qualcuno pensa che sia più un atto di egoismo e vanità, di chi vuole mettersi in mostra e ricevere lodi.

Non nego che in certi casi la vanità sia il movente principale di tanti testi, ma so per certo che i libri possono aiutare chi li legge.

Un manuale può insegnare qualcosa di pratico (a cucinare, a fare sport e perfino a scrivere meglio), ma anche un libro di narrativa può essere utile.

Quante volte ho letto un romanzo e ho trovato nelle sue pagine una storia che sembrava parlare proprio a me, che sembrava scritta proprio per me, che mi ha fatto capire che non ero sola, che quello che provavo era condivisibile oppure, al contrario, che stavo sbagliando e che dovevo ravvedermi.

Scrivi dunque con spirito di generosità e condivisione, perché con i tuoi libri puoi insegnare qualcosa o regalare emozioni ai tuoi lettori. Ed è un compito che da solo può giustificare tutta la fatica della scrittura.

I libri insegnano sempre qualcosa. Scrivere è dunque un atto di generosità verso il mondo.

Sviluppare queste 8 doti può davvero fare la differenza tra il vedere il tuo nome stampato sulla copertina di un libro e gettare la spugna al primo momento di stanchezza. Come hai visto, però, queste 8 doti non riguardano la scrittura in senso stretto, gli strumenti linguistici, la tecnica narrativa, bensì il tuo carattere e le tue attitudini.

Il punto infatti è proprio questo: per essere uno scrittore migliore devi essere una persona più forte.

Infine, ti lascio con alcuni consigli di lettura, che possono esserti per approfondire i temi trattati:

Risorse Utili