I generi letterari del romanzo - Libroza
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I generi letterari del romanzo

generi letterari

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Che tu abbia intenzione di scrivere un romanzo o che tu l’abbia già scritto, dovresti per prima cosa stabilire a quale genere letterario appartiene.

Come abbiamo visto in un precedente articolo, infatti, definire con chiarezza a quale genere letterario appartiene il tuo libro ti permette di impostare una strategia efficace di marketing editoriale, scegliendo un titolo e una grafica coerenti, collocando il tuo libro nelle categorie opportune e, in definitiva, facendolo arrivare sotto gli occhi del pubblico giusto.

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Oggi, però, vorrei considerare la questione del genere letterario non da un punto di vista commerciale, bensì da un punto di vista narratologico.

Perché è importante stabilire a quale genere appartiene il tuo romanzo

Purtroppo, quando chiedo agli autori a quale genere appartiene il loro libro, ricevo risposte vaghe e confuse perché spesso gli autori ritengono che nei loro testi siano presenti caratteristiche di generi letterari diversi e non sanno quindi catalogare i loro libri in un’unica categoria o hanno perfino paura a scegliere un genere invece di un altro, come se questa scelta potesse danneggiarli.

Può certamente capitare che in un thriller siano presenti alcune scene erotiche, o che un romanzo distopico abbia una sottotrama romantica, o, ancora, che in un romance ci sia un risvolto comico: è normale che in un testo ci siano elementi diversi, scene dal gusto e dal ritmo diversi.

Ciò che conta, però, è quale atmosfera prevale: determina quindi qual è il genere principale a cui il tuo libro si rifà, tralasciando quelli secondari, e stabilisci a quale genere letterario appartiene il tuo libro.

Sapere a quale genere appartiene il tuo romanzo ti permette in effetti di adeguare la tua scrittura ai canoni tipici di quel genere.

Questo non significa che tutti i romanzi gialli saranno uguali tra loro o che tutti i fantasy saranno identici, ma è indubbio che un lettore che ama i gialli si aspetta di trovare all’interno di un libro presentato come giallo delitti e misteri, risolti da una mente lucida e razionale, mentre gli amanti del fantasy si aspettano di trovare all’interno dei loro libri preferiti elementi fantastici e personaggi dotati di poteri magici o soprannaturali.

Se tu non sai definire il genere del tuo romanzo, quindi, molto probabilmente non riuscirai a sviluppare la trama e i personaggi nel modo migliore e potresti di conseguenza deludere le aspettative dei lettori.

Infatti, se tu per primo sei indeciso riguardo al genere letterario del tuo libro, non meravigliarti se poi i lettori sono a loro volta indecisi e non lo comprano.

Stabilire il genere letterario del tuo romanzo ti aiuta a non deludere le aspettative dei lettori.

Il romanzo e i suoi generi letterari

Vediamo dunque quali sono i generi letterari più diffusi per la narrativa e quali sono le loro caratteristiche.

Se hai già scritto il tuo romanzo, controlla di aver adottato tutte le caratteristiche tipiche del genere; se invece devi ancora scriverlo o sei agli inizi, questo elenco potrebbe esserti utile per impostare il tuo lavoro.

L’elenco che segue non ha la pretesa di essere esaustivo, ma può servirti come punto di partenza per districarti tra i tanti generi e sottogeneri della narrativa.

La Biografia e l’Autobiografia

Sono generi in cui il nucleo della narrazione è la vita del protagonista, raccontata da un narratore esterno nel caso della biografia, o raccontata in prima persona nel caso dell’autobiografia.

Esempio di biografia: Steve Jobs di Walter Isaacson.

Esempi di autobiografia: dalle classiche Memorie di Casanova ai più recenti La fine è il mio inizio di Tiziano Terzani e Volevo solo pedalare di Alex Zanardi.

Nelle biografie e autobiografie le ambientazioni sono dunque reali e gli avvenimenti narrati sono davvero accaduti, tuttavia la storia del protagonista non deve essere la cronaca di tutto ciò che egli ha fatto, bensì solo degli episodi più significativi, perché riferiti a un tema centrale o perché più famosi.

È sempre necessario dunque che chi scrive una biografia o un’autobiografia si ponga un obiettivo e chiarisca, a se stesso prima che ai lettori, quale messaggio vuole comunicare attraverso la narrazione di una vita.

Quando il racconto si concentra più sulla testimonianza di un’epoca storica o di un ambiente sociale, sulle emozioni piuttosto che sugli eventi della vita del protagonista, che spesso, anzi, è un personaggio minore all’interno del contesto storico raffigurato, allora si parla più propriamente di memoir.

Esempio di memoir: Chiamate la levatrice di Jennifer Worth.

Il diario

Il diario è una forma spontanea e istintiva di scrittura. Tutti prima o poi abbiamo scritto qualche pagina di diario per raccontare le nostre esperienze e mettere nero su bianco emozioni e paure. Se però il diario deve assumere le forme di un romanzo, e da scrittura privata deve diventare una scrittura pubblica, allora esso può essere del tutto inventato e può essere adottato come forma per raccontare la storia utilizzando il punto di vista molto intimo di un personaggio.

L’autore del diario non deve per forza essere il protagonista; potrebbe per esempio essere un comprimario o l’aiutante a raccontare nel suo diario le vicende del protagonista. Oppure il patto narrativo può prevedere che il diario del protagonista sia scoperto e pubblicato da un suo amico o conoscente.

Ovviamente, affinché sia interessante, un romanzo in forma diaristica, come abbiamo già detto per la biografia e l’autobiografia, non deve ridursi a mera cronaca quotidiana, ma concentrarsi su una storia principale di cui raccontare l’evoluzione e le conseguenze soprattutto emotive e psicologiche e relazionali.

Caratteristiche della scrittura diaristica sono il linguaggio semplice e intimo, la prevalenza di emozioni e stati d’animo, la palese mancanza di imparzialità nei giudizi espressi dal narratore e infine l’organizzazione dei capitoli come puntate di una scrittura privata, spesso con tanto di data

Esempi di romanzi diaristici: il Diario di Anna Frank, La coscienza di Zeno di Italo Svevo.

La coscienza di Zeno è un esempio interessante di scrittura diaristica sia perché nella finzione narrativa il diario viene reso pubblico da un altro personaggio e non dal protagonista, sia perché il diario non presenta gli avvenimenti in ordine cronologico, bensì per nuclei tematici.

Il romanzo epistolare

Anche lo scambio di lettere, come il diario, da genere di scrittura privato e personale può essere trasformato in genere letterario.

I romanzi epistolari sono quindi romanzi in cui una storia viene raccontata attraverso le lettere che due o più personaggi si scambiano. In questo caso, a differenza del diario, sono esposti i punti di vista di più personaggi, e il narratore può definirsi multiplo.

Non ci sono dunque sono le opinioni e i pensieri di un solo personaggio, ma anche quelli di chi gli risponde.

Lo stile della scrittura epistolare deve adeguarsi al rango sociale del personaggio che di volta in volta scrive la lettera e al rapporto che c’è con il destinatario delle lettere. Si potranno quindi avere lettere molto intime, scritte con linguaggio affettuoso e familiare, così come lettere scritte con linguaggio formale e distaccato, a seconda dei casi.

Sicuramente dal punto di vista stilistico un romanzo epistolare ti permette una maggiore varietà, anzi, scegliere questo genere letterario potrebbe essere uno stimolo per la tua creatività.

Anche qui, come per il diario, è importante capire che un romanzo epistolare non è la trascrizione fedele di tutta la corrispondenza tra due persone (che sarebbe noiosa e non interesserebbe a nessuno), bensì uno stratagemma narrativo per raccontare una storia attraverso il punto di vista incrociato di due o più personaggi che a questa storia hanno preso parte.

Esempi di romanzi epistolari: Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos.

Il romanzo storico

Il romanzo storico racconta la storia di personaggi d’invenzione (che però devono essere verosimili nel loro contesto) sullo sfondo di un contesto storico preciso e dettagliato. Gli avvenimenti privati dei protagonisti di mescolano quindi a fatti storici realmente accaduti.

La caratteristica principale del romanzo storico è quindi l’accuratezza dell’ambientazione, con  luoghi, costumi e abitudini riportati nel dettaglio con fedeltà.

Scrivere un romanzo storico significa quindi innanzitutto fare delle ricerche accurate sull’epoca storica scelta.

Esempi famosi di questo genere sono I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, Guerra e Pace di Tolstoj o, più recente, Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Tra i più recenti, Teutoburgo di Valerio Massimo Manfredi.

Il giallo

Il romanzo giallo si focalizza su un crimine, spesso grave o ripetuto, e sullo svolgimento delle indagini che portano alla soluzione del caso, ottenuta grazie all’esperienza, alla logica e all’intuito di un investigatore, che, proprio per questo, spesso è il protagonista della vicenda.

Il termine giallo, però è in uso solo in Italia, grazie alla fortuna della collana Il Giallo Mondadori che dal 1929 proponeva romanzi polizieschi in una veste grafica con la copertina gialla.

Da allora quindi in Italia giallo è sinonimo (e perfino sostituto) di poliziesco, mentre negli altri paesi questo genere viene definitivo detective novel o mystery story.

Caratteristica fondamentale del genere è in ogni caso quella di disseminare la narrazione di indizi che possano portare il lettore, così come il detective di turno, alla soluzione del caso, che deve però avvenire solo alla fine.

La difficoltà maggiore nella scrittura di questo genere consiste proprio nell’organizzare la trama affinché la soluzione del crimine non sia facile e immediata e per questo spesso l’autore può portare i suoi personaggi, e con essi i lettori, su false piste.

Gli esempi classici di romanzi gialli spesso hanno dato vita a figure di investigatori famosi, come Sherlock Holmes, creato dalla fantasia di Arthur Conan Doyle, il detective Poirot dei gialli di Agatha Christie, il commissario Maigret delle opere di George Simenon, fino ad arrivare ai contemporanei italiani, come il commissario Montalbano, nato dalla penna di Andrea Camilleri, o il vicequestore Rocco Schiavone di Antonio Manzini.

Varianti o sottogeneri del giallo sono:

  • il noir, in cui al centro della narrazione, più che la soluzione logica del crimine da parte del detective, c’è lo scontro tra bene e male (esempio: Il grande sonno di Raymond Chandler);
  • il crime, centrato su episodi di cronaca nera (esempio: A sangue freddo di Truman Capote).

Il thriller

Romanzo di suspense per eccellenza, scopo del thriller è quello di tenere il lettore in tensione fino alla fine, ma proprio per questo non è un genere facile da scrivere.

Le trame, spesso molto complesse, parlano di intrighi internazionali e attività illegali da smascherare. I personaggi affrontano continui imprevisti, pericoli e colpi di scena, ma alla fine l’eroe vince sempre.

Esempio: Il codice da Vinci di Dan Brown.

A seconda delle tematiche proposte, si possono riconoscere alcuni sottogeneri del thriller:

  • thriller catastrofico, in cui l’azione ruota intorno a una catastrofe naturale o ad una epidemia (esempio: Andromeda di Michael Crichton);
  • thriller legale, in cui l’azione si svolge nelle aule di un tribunale e i personaggi sono giudici e avvocati (esempio: Il buio oltre la siepe di Harper Lee);
  • thriller medico, in cui protagonisti sono medici o personale medico e le analisi di laboratorio sono fondamentali per la soluzione del caso (esempio: Cuore depravato di Patricia Cornwell);
  • thriller psicologico, in cui lo scontro tra i buoni e i cattivi si svolge a un livello più  mentale che fisico (esempio: Il silenzio degli innocenti di Thomas Harris);
  • thriller tecnologico, normalmente incentrato su azioni militari che possono risolversi solo grazie all’uso della tecnologia più avanzata (esempio: La grande fuga dell’Ottobre Rosso di Tom Clancy).

L’ avventura e l’azione

Nei romanzi d’avventura l’elemento principale è l’azione. La trama si sviluppa intorno a una ricerca o a una missione che il protagonista deve compiere, spesso in ambientazioni esotiche o lontane (giungle, deserti, montagne,…).

Nella vicenda sono implicati terroristi, spie, mercenari, pirati o altri malvagi, sui quali però il protagonista, superati gli ostacoli e i pericoli, ha sempre la meglio.

Esempi: dal più classico dei classici, L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, al più moderno Giungla di Clive Cussler.

La fantascienza

Genere molto amato e sofisticato, la fantascienza racconta un futuro possibile o un presente alternativo, in cui la scienza e la tecnologia, anche nei loro sviluppi ipotetici, costituiscono gli elementi fondamentali per definire le ambientazioni della storia o per indirizzare lo svolgimento delle trame.

Esempio: Ubik di Philip Dick.

Alcuni sottogeneri della fantascienza:

  • l’apocalittico o il postapocalittico, in cui l’umanità è in pericolo o è stata già distrutta e pochi sopravvissuti si muovono in un mondo di macerie (esempio: L’ombra dello scorpione di Stephen King);
  • il cyberpunk, che tratta di cibernetica, robot, spesso in azioni di ribellione o sovvertimento dell’ordine sociale (esempio: Io, robot di Isaac Asimov);
  • il distopico, ambientato in società fittizie, spesso viste come degenerazione di tendenze negative della società attuale (esempio: 1984 di George Orwell);
  • lo spy-fi o fantaspionaggio, in cui storie di spionaggio si svolgono in ambientazioni futuristiche e con esiti spesso apocalittici (esempio: Il dottor No, noto anche come Licenza di uccidere, di Ian Fleming).

Il fantasy

Se la fantascienza ci parla di un mondo possibile, grazie agli sviluppi della scienza, il fantasy ci parla dell’impossibile, presentandoci un mondo di fantasia.

Il fantasy è un genere letterario che sta riscuotendo un enorme successo negli ultimi anni, ma che è molto difficile da descrivere perché bisogna saper gestire gli elementi di fantasia.

Il fantasy infatti è un genere letterario in cui sono inseriti elementi soprannaturali non spiegabili scientificamente (ciò che lo differenzia quindi dalla fantascienza). Questi elementi (personaggi, oggetti o ambienti) possono essere buoni o malvagi, ma se sono votati al male non sono descritti con lo scopo di incutere terrore (ciò che differenzia il fantasy dall’horror).

Il fantasy classico, definito anche high fantasy o fantasy epico,si svolge in ambientazioni esterne e naturali (foreste, campagne, scogliere) e ha come personaggi cavalieri, elfi e streghe.

Capostipite ed esempio principale di questo genere è sicuramente Il Signore degli anelli di Tolkien.

A seconda, però, dell’ambientazione e della trama, possiamo distinguere alcuni sottogeneri del fantasy:

  • l’urban fantasy o fantasy metropolitano, ambientato in città e metropoli (esempio: La figlia della luna di Patricia Briggs);
  • il dark fantasy, che ribalta la formula scontata del lieto fine, con storie più cupe e paurose, che si avvicinano all’horror e soprattutto in cui il male prevale sul bene e l’eroe soccombe (esempio: Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin, saga poi trasposta nella serie televisiva Il trono di spade);
  • il science fantasy, in cui elementi tipici del fantasy si mescolano con elementi di fantascientifici, come l’ambientazione futuristica o spaziale e la disponibilità di strumenti tecnologici avanzati (esempio: Guerre stellari di George Lucas).

L’horror

I romanzi e i racconti horror si prefiggono lo scopo di spaventare i lettori sfruttando le loro paure, sia consce che inconsce.

Elementi di un romanzo horror sono dunque forze soprannaturali, fantasmi, zombie, vampiri, demoni, rappresentati in modo mostruoso ma realistico e credibile e, proprio per questo, più terrificanti.

I personaggi devono affrontare pericoli continui di mutilazioni, isolamento, morte o follia. Alla fine l’elemento malvagio ha la meglio o comunque non è mai sconfitto in modo definitivo.

Esempi classici dell’horror: Io sono leggenda di Richard Matheson o Shining di Stephen King.

Alcuni sottogeneri dell’horror sono:

  • il gothic, ambientato generalmente in castelli, che mette in scena storie di terrore, spesso mescolate a una storia d’amore (esempio: Dracula di Bram Stoker);
  • l’haunting, basato su fantasmi e presenze soprannaturali (esempio: L’esorcista di William Peter Blatty);
  • l’horror psicologico, in cui il senso del terrore e la tensione del dramma si basano soprattutto sulle instabilità emotive o i disturbi mentali dei personaggi (esempio: Psycho di Robert Bloch);
  • lo splatter, in cui si insiste su scene di sangue e mutilazioni (esempio: L’eretico di Alan Altieri).

Il rosa

I romanzi rosa, detti anche romance, sono incentrati su una storia d’amore rigorosamente a lieto fine.

I protagonisti sono infatti due innamorati, o due persone destinate a innamorarsi, che devono superare diversi ostacoli o imprevisti prima di coronare il loro sogno d’amore.

Proprio per la rigidità dello schema narrativo, scrivere un buon romance non è così facile come sembra. Se da una parte, infatti, l’organizzazione della trama è quasi scontata e non comporta un grande lavoro per l’autore, proprio questa ripetitività di schemi può portare a una scrittura noiosa e scontata.

Per scrivere un romanzo rosa efficace bisogna quindi lavorare molto sulla caratterizzazione dei personaggi, affinché suscitino simpatia e stimolino l’immedesimazione da parte dei lettori (in gran parte lettrici), sulle ambientazioni, spesso esotiche o lussuose, e sullo stile, semplice ed evocativo al tempo stesso, per far sognare i lettori.

Esempi: dai classici di Liala ai più recenti di Anna Premoli.

Alcuni sottogeneri del romanzo rosa sono:

  • il chick-lit, in cui le protagoniste sono in genere giovani donne single in carriera e in cui prevale un tono umoristico (esempio: Il diario di Bridget Jones di Helen Fielding);
  • il paranormal romance, in cui una storia d’amore si unisce a elementi paranormali, in un vero incrocio di generi tra il rosa e il fantasy (esempio: Twilight di Stephanie Meyer);
  • l’M/M romance, in cui i protagonisti non sono un uomo e una donna, bensì due uomini (esempio: The scar di Erin Keller).

L’erotico

Da alcuni considerato sottogenere del romance, il genere erotico si basa sulla narrazione esplicita di scene di sesso, con ambientazioni insolite e spesso inserite in trame cupe, in cui il desiderio e la passione possono sconfinare in morbosità.

In questo caso, prima di fare degli esempi di romanzi erotici, devo fare una premessa (tutta personale!) e chiarire che le tanto rinomate Cinquanta sfumature di E.L. James, definite l’esempio contemporaneo di romanzo erotico, di erotico non hanno un  bel niente. Scene di sesso ripetute non bastano a fare di un romanzo un testo erotico, se mancano l’approfondimento della psiche dei personaggi e delle relazioni, spesso depravate, che si instaurano tra loro.

Se volete dunque leggere dei veri romanzi erotici, leggete Lolita di Nabokov, Histoire d’O di Pauline Réage o Le età di Lulù di Almudena Grandes.

Lo young adult e il new adult

I romanzi young adult, spesso indicati dalla sigla YA, nascono per un pubblico adolescente,  narrano storie d’amore romantiche o di amicizia, affrontano i temi delle relazioni affettive e familiari e del passaggio all’età adulta. Si distinguono per una forte componente sentimentale e perseguono lo scopo di iniziare il giovane lettore alla scoperta della propria sfera emotiva.

Esempio: Hunger Games di Suzanne Collins.

Se i testi si rivolgono a lettori di un’età maggiore, il genere si definisce più propriamente new adult. In questo caso spesso la protagonista è alle prese con l’arrivo all’università, la ricerca di un lavoro, i nuovi di amicizia e naturalmente l’amore. Le scene possono quindi essere più esplicite e il linguaggio più diretto.

Esempio: Forse un giorno di Colleen Hoover

L’umorismo

Lo scopo della narrativa umoristica è dichiaratamente quello di far ridere i lettori, attraverso l’enfatizzazione o la parodia della realtà.

Scrivere testi umoristici non è per niente facile. Pensa a quante volte hai visto un comico in TV o al cinema e hai riso a crepapelle; poi, però, se leggi i suoi monologhi in un libro non ridi più così tanto. Perché? Perché la comicità è fatta anche di interpretazione, di intonazioni, di gestualità e di mimica.

Quindi far ridere (o sorridere) attraverso la parola scritta non è arte per tutti.

Esempi classici sono il Don Camillo di Guareschi e i Tre uomini in barca di Jerome K. Jerome; esempi più recenti Alta fedeltà di Nick Hornby o Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams.

La fanfiction

Una fanfiction è un romanzo scritto da ammiratori, fan appunto, prendendo spunto dalle storie di un’opera originale (un libro, una serie tv, un film) o dalla vita di un personaggio famoso che loro amano.

In una fanfiction si parte dunque da una storia già esistente e già raccontata e si sviluppano episodi nuovi o alternativi rispetto alla trama originale, con l’intento di completarne, approfondirne o modificarne alcune parti.

In alcuni casi i fan possono divertirsi perfino a fare una parodia del racconto originale.

Esempio: After di Anna Todd, fanfiction su Harry Styles degli One Direction.

Il mainstream

Infine c’è il mainstream, che in italiano si definisce narrativa generale e che può essere definita molto semplicemente come tutto ciò che resta dopo aver escluso la narrativa di genere.

Se dunque il tuo romanzo non si colloca in nessuno dei generi appena elencati, molto probabilmente è di genere mainstream.

I (labili) confini tra i generi

Dopo questa lunga carrellata di definizioni e di esempi, va detto però che spesso la catalogazione di un libro non è così netta, perché al suo interno si mescolano elementi di generi contigui.

Così, per esempio, un thriller dai forti connotati tecnologici può sfociare nella fantascienza, un crime con presenze soprannaturali sconfina nell’horror, un romance un po’ più piccante assume le vesti dell’erotico, un’avventura con elementi di fantasia diventa fantasy, e così via.

Non è dunque sempre facile e oggettivo definire il genere di appartenenza di un libro e se ho inserito degli esempi è solo per darti un primo riferimento per ogni genere.

Per chi come te si approccia alla scrittura di un romanzo, ciò che conta, è capire qual è il genere principale a cui tendi, qual è il genere prevalente del tuo testo.

Questa classificazione generale ti permetterà di scrivere un romanzo coerente e che risponde alle aspettative dei lettori.

Qual è il genere letterario del libro che stai scrivendo? E corrisponde al genere letterario che di solito ami leggere? Scrivimelo qui sotto nei commenti, sono curiosa!

P.S.

Ci ho messo molti giorni per raccogliere tutte le informazioni e scrivere questo articolo. Se ti è piaciuto, ti chiedo dunque un piccolo favore.

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