Cosa vuoi dire? La domanda fondamentale per ogni scrittore - Libroza
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Cosa vuoi dire? La domanda fondamentale per ogni scrittore

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Tempo fa abbiamo cominciato sulle pagine di questo blog a parlare di scrittura e ad analizzare quali sono i passi fondamentali da compiere per chi vuole diventare uno scrittore. E quando parlo di “scrittore” intendo chi vuole trarre dalla scrittura gratificazioni concrete, anche economiche.

Allora per scrivere sul serio, per poterti definire “scrittore”, buttare giù nero su bianco le idee che ti sgorgano spontanee nella testa non basta. Serve un impegno continuo nell’apprendimento della tecnica, un interesse reale per il miglioramento del tuo stile e soprattutto serve un lavoro preparatorio sui contenuti dei libri e su te stesso.

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Spesso infatti, come verifico quotidianamente nel mio lavoro di ghostwriter e di writing coach, le persone cominciano a scrivere un libro di slancio, magari solo perché un giorno gli è venuta in mente un’idea che hanno ritenuto buona, ma non si fermano a valutare se la struttura narrativa del loro testo è solida, né, prima di cominciare, hanno fatto i conti con le proprie aspettative.

Allora facciamolo adesso insieme e ripartiamo dai fondamentali.

Scrivere un libro è una navigazione in mare aperto

Come abbiamo già visto in un articolo precedente, scrivere un libro è una fantastica avventura che può essere paragonata a una navigazione in mare aperto.

Se vuoi che il viaggio sia fruttuoso e vuoi arrivare a destinazione, devi essere pronto agli imprevisti e, se necessario, devi essere disponibile ad aggiustare la rotta, ma per prima cosa devi preparare il tuo viaggio, stabilire la meta, allestire la barca, rifornire la cambusa.

Se vuoi scrivere un libro sei dunque come un marinaio che si appresta a salpare.

Se parti senza sapere dove vuoi andare o senza informarti sul bollettino meteo, nel migliore dei casi farai un giretto al largo, mantenendoti a vista della costa e poi rientrerai in porto; nel peggiore dei casi ti allontanerai troppo, perderai l’orientamento e vagherai alla deriva. In qualche raro caso, con venti di fortuna, arriverai in un nuovo porto.

Se invece sai dove vuoi andare, potrai impostare il timone, aspettare il vento migliore per partire, e assestare la rotta strada facendo.

Del resto, se hai mai visto una regata, sai che le barche a vela possono farsi sospingere dal vento, ma possono anche risalirlo, navigando di bolina.

Scrivere un libro è dunque come salpare con la tua barca: se non sai dove vuoi andare nessun vento sarà quello giusto per te.

Cosa vuoi dire?

Prima di cominciare a scrivere un libro devi quindi porti alcune domande fondamentali, per assicurarti di intraprendere il tuo percorso nella direzione giusta.

La prima di queste domande è: Perché scrivi?

Ne abbiamo parlato in un articolo dedicato, in cui abbiamo visto perché è importante porsi questa domanda e rispondere con sincerità.

La seconda domanda che devi farti prima di scrivere un libro è: Cosa vuoi dire?

Questa domanda è centrata sul contenuto del tuo libro.

Mentre con la prima domanda devi indagare la tua motivazione interna nei confronti della scrittura, quando ti chiedi “Cosa voglio dire?” devi chiarire esattamente qual è il contenuto centrale del tuo libro.

Quale messaggio vuoi trasmettere con il tuo libro?

Quale concetto vuoi affrontare? Sii specifico. Vai nel dettaglio.

Sarà capitato anche a te di ascoltare qualcuno che cerca di spiegarsi e fa tanti giri di parole, e magari fa anche tanti esempi, ma non si capisce dove vuole andare a parare, quali siano i collegamenti, così anziché chiarirti le idee, te le confonde ancora di più. Alla fine lo metti all’angolo e gli dici: «Sì, ok, ma qual è il punto?».

Ecco, ora all’angolo ci sei tu stesso e la domanda te la devi porre da solo.

Qual è il punto? Cosa vuoi dire? Esattamente.

E non pensare che questa domanda riguardi solo gli scrittori di manuali e saggi. No, riguarda tutti. Anche chi scrive narrativa deve sapere cosa vuole dire nel suo romanzo.

Ricordati che il lettore cerca un senso in ciò che legge. Anzi, spesso i lettori cercano nei libri di narrativa proprio il senso e la logica che spesso mancano nella realtà.

Il lettore cerca un senso in ciò che legge.

Quindi, che tu scriva un manuale o un romanzo, chiediti cosa vuoi dire e trova la tua risposta.

Non serve che tu la dica in giro, puoi tenerla per te, ma in realtà la tua risposta alla domanda “Cosa vuoi dire?” è  implicita nel tuo stesso libro.

Se sai dire con chiarezza qual è il punto del tuo libro, i tuoi lettori lo capiranno perché sarà il messaggio centrale del tuo libro.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Vedi dunque che, presa da un’altra angolazione, questa domanda diventa uno snodo importante della tua scrittura. Come puoi scrivere un libro se non sai cosa vuoi comunicare al suo interno?

Senza un messaggio chiaro da trasmettere, la tua trama del tuo romanzo sarà confusa e sconnessa, o la struttura del tuo manuale non seguirà un filo logico.

Molti autori hanno un’idea vaga o generica di quale sia il nucleo centrale di ciò che vogliono dire, ma non lo sanno definire con chiarezza o con sinteticità. Devi scendere nel dettaglio.

Cosa vuoi comunicare? Cerca l’idea di base del tuo messaggio, la leva emozionale profonda che vuoi smuovere.

Se non riesci a rispondere a questa domanda, vista da questa angolazione, prova a guardarla da un altro punto di vista. Prova a metterti dalla parte del lettore e prova a chiederti: Cosa cerco in un libro? Cosa cerco in questo libro?

In fondo si tratta della stessa questione, analizzata dal punto di vista di chi scrive o di chi legge.

  • Vuoi far divertire? /Cerchi divertimento e spensieratezza?
  • Vuoi insegnare qualcosa? / Vuoi imparare qualcosa?
  • Vuoi offrire supporto o conforto? / Cerchi supporto o conforto?
  • Vuoi dare un buon esempio? / Cerchi esempi di riferimento?
  • Vuoi far provare emozioni? / Vuoi provare emozioni?

Se ci pensi bene, ogni volta che scegli un libro da leggere, cerchi qualcosa. Se un libro ti “prende” e non vedi l’ora di avere un’ora libera per poterlo finire, vuol dire che quel libro ti sta dando ciò di cui tu hai bisogno. Se leggi sempre libri dello stesso genere o libri dello stesso autore è perché in quel genere o nelle pagine di quell’autore sai di trovare ciò che cerchi.

Chi legge cerca in un libro un coinvolgimento a livello interiore, anche quando il libro è di puro intrattenimento. Del resto voler evadere dalla propria realtà quotidiana con la lettura di un bel libro è un motivo altrettanto valido di voler studiare la storia antica o imparare tecniche di marketing efficaci e moderne.

Non conta dunque a quale genere appartiene il tuo libro: ciò che conta è che il messaggio che tu vuoi comunicare coincida con il messaggio che il lettore vuole ascoltare in quel momento. Ma questa coincidenza non può avere luogo se tu come scrittore non hai ben chiaro cosa vuoi dire, quale messaggio vuoi trasmettere nel tuo libro.

Dunque, ora che sei dall’altra parte e sei tu lo scrittore, non dimenticare come ragiona un lettore e assicurati di offrirgli un libro il cui messaggio sia forte e chiaro.

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Non temere di essere banale

Quando chiedo agli autori con cui lavoro di rispondere alla domanda “Cosa vuoi dire?”, spesso non sanno cosa rispondere, perché temono di essere banali, temono cioè che l’argomento centrale del loro libro, ciò di cui vogliono parlare, il messaggio che vogliono comunicare sia stato già detto, scritto, letto molte altre volte.

Bene, ti dico subito che molto probabilmente anche la risposta che tu hai in mente, proprio tu che in questo momento stai leggendo questo articolo, è una risposta già sentita, una risposta che in molti altri hanno già dato.

È molto probabile, quindi, che l’argomento che tu vuoi trattare sia stato già trattato e il messaggio che vuoi comunicare sia stato già comunicato da molti altri scrittori.

Ma questo non è affatto un problema, anzi!

Pensa a quanti libri parlano dell’amore in tutte le sue declinazioni: amore felice, amore tradito, paura di amare, amori sbagliati, eccetera. Pensi forse che la mole di libri su questo argomento impedirà ad altri autori di scrivere ancora e ancora su questo vastissimo argomento?

No, ovviamente.

Scrivere un libro che parla d’amore può sembrare un cliché, ma in realtà se anche tu vuoi dire qualcosa su questo argomento è proprio perché si tratta di un argomento universale sul quale tutti hanno qualcosa da dire e con cui tutti gli scrittori prima o poi devono fare i conti.

La differenza la fa il modo in cui affronti il tema, la trama che inventi, i personaggi che crei, lo stile che adotti, le immagini che usi per arricchire il tuo linguaggio, le emozioni che susciti, le riflessioni che stimoli con la tua scrittura.

Il tuo obiettivo deve essere quindi rispondere alla domanda “Cosa voglio dire?”, stabilire con chiarezza qual è il messaggio che vuoi comunicare nel tuo libro e fissarlo davanti ai tuoi occhi come una stella polare che ti indica il cammino.

Verifica la tua risposta lungo il cammino

Scrivi la tua riposta su un post-it e attaccalo sulla cornice del monitor del tuo computer: la leggerai, consapevolmente o meno, ogni volta che ti metterai a scrivere.

In questo modo il tuo percorso di scrittura sarà più facile perché capirai subito se un personaggio funziona o no, se una scena è funzionale o inutile allo sviluppo della storia, e così via.

Inoltre, più chiaro sarà il tuo messaggio, più sarà facile per i lettori capire se vogliono seguirti.

Tu dichiari dove li vuoi condurre e i lettori decidono se salire a bordo e farsi guidare da te.

E in tutto questo, come puoi gestire i venti contrari e gli improvvisi cambi di rotta? Semplice: ponendoti la domanda più volte lungo il percorso.

Questa domanda, infatti, potrebbe portarti a risposte diverse, a seconda che tu te la faccia all’inizio o alla fine del processo di scrittura. Può capitare che tu parta con una idea, che all’inizio tu sia convinto di voler dire una certa cosa e poi, strada facendo, i personaggi evolvano o la storia prenda una piega imprevista e il messaggio che hai delineato in principio non risponda più alla realtà del tuo libro. Ebbene, questo è il momento di rifarti ancora una volta la domanda: «Cosa vuoi dire?»

Se la risposta che ottieni è sempre la stessa, significa che strada facendo la tua scrittura ti ha portato fuori tema. Allora fermati, torna indietro e sistema.

Se invece ottieni una risposta nuova, allora significa che nella prima risposta non eri andato veramente a fondo, o non avevi progettato nel dettaglio i tuoi personaggi e la tua trama.

Bene, è ora di farlo!

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