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Come difendere un libro dal plagio e tutelare il tuo diritto d’autore

Come difendere un libro dal plagio

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Forse è successo anche a te, prima di cliccare sul pulsante “Pubblica” di Amazon o di inviare il tuo manoscritto a un agente o a una casa editrice per una valutazione, di pensare: “E se mi rubano l’idea? Se copiano il mio testo e lo pubblicano a nome loro a mia insaputa?”

È la paura del plagio, il timore di non riuscire a tutelare il tuo Diritto d’Autore sull’opera che hai creato con tanta fatica e che, giustamente, senti profondamente tua.

Ascolta questo episodio in Podcast su iTunesSpreaker 

Se dunque hai pensato almeno una volta a come difenderti dal plagio, sappi innanzitutto che in ambito letterario il plagio è molto raro. Di sicuro non saranno agenti o editori a rubarti le parole perché, anzi, se essi pensassero che sei uno scrittore di talento, guadagnerebbero molto di più mettendoti sotto contratto e facendoti scrivere ancora, piuttosto che rubandoti il primo libro e basta.

Il rischio di plagio, quindi, è plausibile da parte di altri scrittori, invidiosi e copioni, ma non ti preoccupare: per difenderti hai a disposizione armi efficaci.

Cosa stabilisce la legge italiana sul diritto d’autore

Il nostro Codice Civile, all’articolo 2576, stabilisce che il Diritto d’Autore su un opera deriva dalla creazione dell’opera stessa.

Quindi per la legge italiana tu sei automaticamente il detentore dei Diritti sulla tua opera, per il semplice fatto di averla creata, indipendentemente da qualsiasi formalità di deposito e di registrazione.

Il punto non è quindi come registrare il proprio Diritto d’Autore su un’opera, bensì come dimostrare, in caso di disputa, che tu hai scritto quel testo prima di un altro, che in una data certa tu risultavi già essere autore di quel testo. È tutto qui. È solo una questione di tempi.

Se scrivi un libro, lo rendi pubblico in qualsiasi modo, stampandolo o anche solo diffondendolo su internet, e poi qualcuno te lo ruba e lo spaccia per suo, il solo modo che hai per difenderti dal plagio e rivendicare la paternità dell’opera è proprio poter dimostrare che tu hai scritto e pubblicato quel testo prima di lui.

Come depositare un libro per difendersi dal plagio

Allora, prima di distribuire e rendere pubblico il tuo libro, assicurati di ufficializzare la paternità dell’opera scegliendo (almeno) uno dei seguenti 8 metodi.

1. Deposito notarile

È sicuramente il metodo più affidabile, ma anche il più costoso. Il notaio vidimerà tutte le pagine del tuo inedito e lo conserverà nel suo archivio. A te non resterà che pagare la parcella!

2. Deposito legale

La legge n. 106 del 15 aprile 2004 prevede che tutti i libri prodotti totalmente o parzialmente in Italia siano depositati presso le Biblioteche nazionali di Roma e Firenze secondo le modalità indicate dalla Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali.

Il deposito legale nasce allo scopo di conservare il patrimonio culturale nazionale, ma la ricevuta del deposito effettuato avrà per te valore anche come attestazione della data in cui risulti essere Autore di un testo. E avrai speso solo i soldi dell’invio dei due plichi!

3. Deposito di un’opera inedita alla SIAE

Molti pensano che l’unico modo per tutelare il proprio Diritto d’Autore sia iscriversi alla SIAE. Certamente la Società Italiana degli Autori e degli Editori nasce con questa finalità, ma è la SIAE stessa ad affermare che non è obbligatorio servirsi della sua intermediazione.

Un primo metodo per tutelare il tuo libro è quello di depositarne il manoscritto presso la Sezione OLAF (Opere Letterarie e Arti Figurative) della SIAE. Per farlo devi vidimare il tuo manoscritto su ogni pagina scritta, compresa la copertina, compilare un modulo e inviare il tutto per posta, o consegnarlo a mano, alla Sezione OLAF della Direzione Generale della SIAE.

Riceverai una ricevuta con il nome dell’autore e il titolo dell’opera che ti servirà per dimostrare l’esistenza dell’opera stessa in una data certa. Il deposito costa 132 euro, dura solo 5 anni, va rinnovato un mese prima della scadenza ed è valido solo per opere non ancora pubblicate.

4. Registrazione di un’opera edita alla SIAE

Cosa diversa dal deposito dell’inedito (ma spesso confusa con esso) è la registrazione della propria opera alla SIAE. In questo caso puoi presentare domanda di mandato alla sezione OLAF, pagando la quota di 162,66 euro, e dichiarare la tua opera letteraria.

Con la registrazione del tuo libro presso la SIAE puoi richiedere il famoso bollino, il contrassegno olografico che normalmente trovi sul frontespizio dei libri. 100 contrassegni costano solo 1,80, ma ovviamente lo puoi incollare solo su un libro in formato cartaceo.

Tieni conto infine che la SIAE ha lo scopo di tutelare i diritti degli autori rispetto a riproduzioni non autorizzate della loro opere, quindi può aiutarti a perseguire e a riscuotere il dovuto da chi distribuisce copie piratate del tuo libro, ma non può certo aiutarti a trovare tali “pirati” o ad evitare che essi esistano.

5. Codice ISBN

L’ISBN (International Standard Book Number) è un codice univoco che attesta l’esistenza dell’opera nel catalogo dei libri in commercio. Puoi chiedere un codice per il tuo libro presso l’agenzia italiana ISBN, che da gennaio 2015 ha aperto anche agli autori indipendenti la possibilità di registrare direttamente le loro opere.

Se vuoi registrarti in modo autonomo il costo è di 80 euro + IVA, se invece pubblichi il tuo libro con una delle maggiori piattaforme di Self Publishing ti verrà offerta l’attribuzione di un codice ISBN per pochi euro. Ti consiglio di approfittarne!

6. Invio postale

Un altro metodo efficace ed economico per registrare la paternità della tua opera in una data certa è quello di spedire una copia del tuo libro a te stesso tramite raccomandata. Fai un bel pacchetto, vai in posta e spediscilo al tuo indirizzo. Se vuoi risparmiare puoi perfino scegliere la spedizione tramite piego di libri raccomandato, mentre se sei in vena di spese folli, aggiungi l’opzione della ricevuta di ritorno. In ogni caso te la caverai con pochi euro.

Attenzione, però: una volta ricevuto il pacco, non aprirlo per nessun motivo! Conservalo gelosamente così com’è. Solo così, infatti, in caso di disputa giudiziaria potrai dimostrare che alla data del timbro postale tu già disponevi di una copia dell’opera.

7. Invio digitale

Un metodo ancora più facile ed economico è l’invio digitale. Allega il file del tuo testo ad una mail e inviala a te stesso. In questo caso è meglio se usi una casella di posta certificata, che registra in modo ufficiale la data di invio. Ci sono molti servizi online che ti offrono caselle PEC a pochi euro all’anno.

8. Marcatura digitale

È il metodo più recente e quindi forse il meno conosciuto. Alcuni siti come Proofy o Patamu offrono un metodo di marcatura digitale che permette di attribuire data ed ora certa ad un documento informatico e che ha valore legale, come stabilito dal Codice dell’amministrazione digitale (CAD), e dalla Direttiva Europea 1999/93/EC.

Il processo di marcatura digitale è dunque efficace, dura 10 anni (rinnovabili per altri 10 se si può provare che il file sia integro) e ha il vantaggio di essere di facile utilizzo e immediato, proprio perché totalmente informatizzato.

L’account Basic su Patamu offre 5 marcature gratuite all’anno, mentre se vuoi provare il servizio di Proofy inserisci il codice “SelfPublishing” nel modulo di registrazione e avrai a disposizione 10 marcature gratis!

Ma è davvero possibile difendersi dal plagio?

Questo elenco di metodi per difendere le tue opere dal plagio non può ovviamente sostituire la consulenza professionale di un avvocato, tuttavia può essere una prima panoramica per capire come tutelare il tuo diritto d’autore e come dimostrare la paternità di un’opera letteraria in caso di disputa legale.

Sono sistemi che io ti consiglio di usare in via preventiva: tu depositi la tua opera e poi vivi tranquillo. Usane più d’uno contemporaneamente, soprattutto se si tratta di metodi gratuiti o a basso costo. Se poi un giorno ti dovessi imbattere in un “ladro di libri” gli potrai fare causa perché avrai tutte le carte in regola.

Come puoi capire, però, tutelarsi dal plagio depositando la propria opera è cosa assai diversa dall’andare a cercare il plagio stesso. Scovare chi usa le tue parole e i tuoi testi e li propone come suoi non è altrettanto facile.

Esistono siti come Copyscape, Plagscan o Plagtracker che controllano se un testo è stato utilizzato in altri blog o siti internet, ma nessun software può rintracciare i tuoi testi all’interno di libri altrui per svelare eventuali plagi letterari.

Del resto non puoi pensare di setacciare tutti i giorni il mare magnum della rete o di leggere tutti i libri che vengono pubblicati alla ricerca di qualcuno che forse, chissà dove, chissà quando, ha copiato il tuo testo e l’ha ripubblicato a nome suo.

Allo stesso modo non puoi pensare di impedire alle persone di scambiarsi il file piratato del tuo ebook. È semplicemente impossibile.

Anzi, se ciò dovesse accadere, io fossi in te ne sarei perfino contenta, perché sarebbe la dimostrazione concreta (al di là di ogni ragionevole dubbio, giusto per usare un lessico legale) che il tuo libro piace e ha successo.

P.S.

Ci ho messo molti giorni per raccogliere tutte le informazioni e scrivere questo articolo. Se ti è piaciuto, ti chiedo dunque un piccolo favore.

Scrivimi la tua opinione qui sotto nei commenti o regalami un like.

Con un semplice click dimostrerai di apprezzare il mio lavoro e mi farai felice! 🙂

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  • marco

    La Casa Editrice Castelvecchi di Roma ha copiato un mio libro, aggiungendo un 1/10 di frottole e 1/10 di banalità. Volevo evitare una causa civile anche perché sono avanti negli anni.
    Esiste solo la causa civile con avvocati e tribunali e 7-8 anni di attesa o ci sono alternative?
    Grazie
    PS ho lavorato 10 anni a quello studio.

    • Ciao Marco, mi dispiace molto per la tua esperienza!
      Purtroppo per far valere i tuoi diritti l’unica strada è riuscire a dimostrare in sede legale di essere tu l’autore dei testi riutilizzati da altri, e soprattutto di averli resi pubblici prima di loro.
      Non è quindi solo una questione di paternità, quanto piuttosto di tempistica.

  • Myriam

    Carmen,
    quanto più leggo e rileggo i tuoi consigli, tanto più apprezzo il tuo lavoro. In futuro mi rivolgerò a te con qualche domanda. Ho consigliato la lettura ed ho lodato il tuo contributo su linkedin. Complimenti.

    • Grazie Myriam, è una grande soddisfazione per me sentire che i miei consigli possono essere interessanti e utili per i lettori!

  • Ciao Myriam, se il tuo libro è già stato pubblicato con ISBN allora, dal punto di vista legale, è sicuramente tutelato, perché tu potrai sempre dimostrare (nel caso di disputa) che a partire da una data certa tu risultavi autrice di quel testo.
    Per quanto riguarda invece testi nuovi, bisogna distinguere tra tutela di un’opera INEDITA o tutela di un’opera EDITA. Se compri un codice ISBN vuol dire che quel testo è pubblicato. Questo non significa per forza messo in vendita. Potresti anche solo stamparlo per te e i tuoi amici, ma un codice ISBN significa che un libro è in circolazione.
    Il deposito alla SIAE dell’opera inedita, invece, serve a tutelare da eventuali plagi un libro che non è ancora stato pubblicato, cioè che non circola in nessun modo.
    A mio avviso il deposito delle opere inedite per quanto riguarda i testi scritti ha più senso per gli script per sceneggiature/libri, cioè trame che tu vuoi proteggere PRIMA di svilupparle in veri e propri libri. E’ infatti più facile rubare le idee piuttosto che un intero libro.
    Se però stai cercando un editore per riproporre il tuo libro o per proporne di nuovi, non farti problemi. Un editore non ha nessun interesse a rubarti il lavoro o le idee, perché se il tuo stile gli piace gli conviene di più metterti sotto contratto e farti scrivere ancora, invece di rubarti un testo solo.

    • Myriam

      Grazie Carmen, sei un riferimento davvero prezioso, non cesso di ripeterlo. Competente, precisa, affidabile e disponibile. Ti faccio un’ultima domanda: leggo sul tuo interessante documento che esiste un deposito legale anche presso le Biblioteche nazionali di Roma e Firenze. Non lo sapevo. Si riferisce naturalmente ad opere pubblicate, immagino. Visitando il sito, mi viene il dubbio che sia solo per opere di saggistica. Ti risulta che valga anche per la narrativa? In questo caso entro quale data dalla pubblicazione va depositata l’opera? Oppure non c’è scadenza? E’ opportuno farlo in aggiunta al codice ISBS oppure no? O meglio: in quali casi si consiglia il deposito? Te lo chiedo perché nel tuo documento che un metodo in più per tutelarsi dal plagio non fa mai male. Grazie, Carmen, fin d’ora del tempo che mi dedichi e della sapienza che ci metti a disposizione.

      • Io ho inserito il deposito legale tra gli strumenti per tutelarsi dal plagio perché in effetti è uno degli strumenti che consentono di dimostrare, in caso di disputa, che a partire da una data certa tu eri autrice (quindi titolare della paternità) di quell’opera. In fondo nell’articolo volevo appunto dare una panoramica dei modi per tutelarsi dal plagio.
        Il deposito legale, però, è atto dovuto per legge per gli editori e per tutti i libri pubblicati in Italia, quindi un libro pubblicato con codice ISBN dovrebbe SEMPRE essere depositato presso le Biblioteche Nazionali. DI solito lo fa l’editore, subito dopo la pubblicazione.
        Se ti riferisci al tuo libro pubblicato anni fa, io fossi in te non mi preoccuperei del deposito. In fondo è passato tanto tempo ed era compito dell’editore farlo.
        Tu comunque sei titolare della paternità del testo e ora puoi farne ciò che vuoi.
        Per maggiori dettagli visita il sito della Direzione delle Biblioteche Nazionale, dove trovi anche i moduli e il regolamento per effettuare il deposito legale:
        http://www.librari.beniculturali.it/opencms/opencms/it/DepositoLegale/

        • Myriam

          Carmen, apprezzo moltissimo la tua sollecitudine, precisione e competenza della risposta. Per ricambiare la cortesia fornisco qualche informazione circa il deposito alla SIAE, visto che sono iscritta e ne sono al corrente. Per gli associati il deposito di sceneggiature e testi testrali si fa alla sezione DOR ed è gratuito, per i testi di canzoni accompagnati da spartito nella sezione musica si pagano modestissimi diritti amministrativi. Quanto alla sezione OLAF, il deposito degli inediti costa solo €65,00 per gli associati, contro i 132,00 dei non associati. Le condizioni sono le stesse: durata 5 anni con possibilità di rinnovo, cambia solo la tariffa. Per i giornalisti iscritti all’albo l’iscrizione alla SIAE avviene in automatico, poi la quota annua è di €152,00. E’ tutto. Se a qualcuno queste informazioni possono servire, mi fa piacere essermi resa utile.

          • Grazie, @disqus_jO0b1ej87n:disqus, certamente queste informazioni possono essere utili a molti lettori!

          • Myriam

            Carmen, a seguito delle precedenti info, mi permetto di chiederti un consiglio. Sto in questo momento contattando diversi editori per proporre le mie opere. Sono case piccole, che non sempre conosco direttamente. Ho precisato la mia avversione per l’EAP e mi confermano di non esserlo. A parte questo non so molto di loro, né trovo info su siti quali Writer’s Dream o simili con scambio di opinioni nel forum. Naturalmente mi viene richiesta copia della o delle opere per prenderne visione. Sono tutte depositate alla SIAE sezione OLAF, quando non addirittura, nel caso di una raccolta di poesie, anche nella sezione DOR. Mi mette comunque ansia farle circolare in mano a sconosciuti. Una di queste case, Il SEME BIANCO, fa capo alla Castelvecchi, da cui Marco, qua sotto,dice di aver subito un plagio. Per caso la conosci? Vorrei contattare anche la Marcos y Marcos, che chiede le opere complete. Che fare? Fidarsi, non fidarsi? So quanto lavoro c’è dietro alle mie opere, belle o brutte che siano. Posso tutelarmi più di quanto ho già fatto? Consigliami tu, di te mi fido. Grazie del tempo che mi dedichi.

          • Ti ringrazio della fiducia che mi dai, @Myriam. Io non sono un’agente letteraria quindi non so consigliarti in merito alle case editrici migliori per proporre i tuoi lavori. Da quello che mi dici, però, posso trarre alcune considerazioni che voglio condividere con te:

            1) tu hai fatto tutto quello che potevi per tutelare le tue opere inedite. Di più, francamente, non potevi fare.
            2) Tutelare le proprie opere significa fondamentalmente predisporre gli strumenti probatori che possano dimostrare in sede legale che tu sei titolare di un’opera a partire da una data certa.
            3) Tutelare le proprie opere significa quindi prepararsi a difendersi, NON impedire che i furbetti ci provino.
            4) In poche parole chi vuole rubare/copiare/diffondere le opere di un altro lo può fare e lo farà sempre. La diffusione della pirateria (musicale/cinematografica/informatica/…) lo dimostra.
            5) L’obiettivo non è quindi debellare la pirateria (cosa impossibile) ma avere gli strumenti per difendersi.
            6) Difendersi però significa aprire una causa legale. Non c’è altro modo, come ho detto a Marco.
            7) Tutto questo premesso, mi permetto di dirti che a mio avviso non ha senso vivere con il patema d’animo che una CE possa rubarti il lavoro! Se un tuo libro gli piace, ti prendono sotto contratto così ne puoi produrre altri per loro. Se non gli piace, perché dovrebbero rubartelo?
            8) E come possono decidere se il tuo libro gli piace se non glielo fai leggere?
            9) Se dunque stai cercando un editore DEVI per forza entrare nell’ottica che le tue opere dovranno in una certa misura circolare per essere valutate.
            10) Se non riesci a superare la paura del plagio, allora la ricerca di un editore non fa per te… Ma rifletti: anche se il tuo libro fosse già pubblicato (da un editore o in Self Publishing) potrebbe essere copiato e riproposto con qualche variante dal furbetto di turno. Anzi, una volta pubblicato il testo è, per definizione, “pubblico”. Quindi chiunque può prendere la tua idea, se buona, e riutilizzarla.

            Non metterti dunque in questo circolo vizioso di pensieri. Poniti come obiettivi solo quello di pubblicare le tue opere nel modo migliore possibile, cercando di diffonderle e farle conoscere più che puoi.

          • Myriam

            Grazie, Carmen, sei molto saggia. Il fatto è che vagando per i forum e per i siti specializzati, vedi Writer’s Dream o simili, il quadro è veramente desolante, l’EAP sempre in agguato con formule camuffate, migliaia di case editrici da passare in rassegna, come si fa? Ma stiamo divagando dal tema della tutela. Mi rasserena la tua conferma che ho fatto tutto quello che potevo. Essendo giornalista, ho anche la fortuna di poter contare su un servizio di assistenza legale di avvocati specializzati in ambito editoriale messi a disposizione dal nostro ordine. Certo so di muovermi in una giungla e questo mi mette ansia.

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  • Maurizio Musacchi

    Da anni scrivo racconti, poesie, testi unici teatrali, scenette comiche, testi di canzoni, idee pubblicitarie.
    Ho uno spazio- blog in Estense.com chiamato ” Du iu spich Frares”?.
    Per salvaguardare le mie idee, SIAE chiede cifre non alla mia portata.
    Mi sembra che vi siano modi, addirittura gratuiti, (anche via mail), che mi proteggano.
    Ho capito bene? Se si, potrei averne precisazioni?
    Grazie e complimenti per cio’ che fate, molto bene!
    Maurizio Musacchi.

    • Ciao Maurizio, grazie per essere passato di qua!
      Come dico nell’articolo, ci sono molti modi per proteggere un proprio testo dal plagio documentandone la “data di nascita”. Questo, infatti, è il punto: poter dimostrare, in caso (remoto) di disputa legale, che ad una data certa tu risultavi già autore del testo in questione.

      Il metodo più economico è quello via email, ma si deve trattare di una email certificata. Dunque se hai una casella pec puoi inviare i tuoi testi a te stesso (dalla casella pec ad un altra casella normale) e questo è già un modo gratuito per dimostrare la data di deposito dei tuoi testi.

      In alternativa, i metodi più veloci e pratici oggi a disposizione sono sicuramente le marcature digitali.
      Trovi molte offerte online. Ad oggi il sito http://www.Proofy.co offre le prime 5 marcature gratuite, http://www.patamu.com con 30 euro all’anno ti dà 20 marcature al mese.
      In alternativa, anche i fornitori di posta certificata (come per esempio Aruba, Infocert, ecc.) adesso offrono servizi di marcatura temporale. Basta che fai una ricerca su Google inserendo “marcatura temporale” o “marcatura temporale online” e ne trovi tanti.

      Fammi sapere quale soluzione adotti!