I 7 peccati capitali del Social Media Marketing per uno scrittore - Libroza
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I canali Social sono uno strumento di comunicazione molto potente e moderno e per questo dovrebbero sempre essere inseriti in una strategia di promozione editoriale più ampia. Fare Social Media Marketing, infatti, significa sfruttare la visibilità e le connessioni che i Social Media possono offrire per promuovere te stesso e i tuoi libri.

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I Social Media sono uno strumento alla portata di tutti e spesso costituiscono l’unico o il principale canale di promozione utilizzato dagli autori self. Tuttavia, essi sono molto diversi dai canali di comunicazione tradizionale e per farli diventare uno strumento di book marketing efficace devi prima di tutto capire come funzionano e conoscerne a fondo le dinamiche interne.

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Cosa NON significa fare Social Media Marketing per uno scrittore

Fare Social Media Marketing per uno scrittore significa senza dubbio essere presente sui canali Social per parlare dei propri libri, ma non bisogna lasciarsi prendere la mano o confondere il loro utilizzo. I Social possono essere un gioco divertente se li usi per passatempo privato o per restare in contatto con parenti e amici, ma possono farti perdere tempo ed energie se con lo stesso approccio ludico speri di ottenere risultati professionali.

Fare Social Media Marketing NON significa dunque essere presente su tutti i Social. Non è detto che tu debba per forza avere contemporaneamente una pagina su Facebook, un profilo Twitter, un canale YouTube, un account su Instagram, su Pinterest e chi più ne ha più ne metta.

Avere tanti profili social aperti e poi non riuscire a seguirli non ti porterà da nessuna parte.

Apri dunque un account alla volta, soprattutto se sei alle prime armi ed è la prima volta che fai promozione editoriale per i tuoi libri, e impara bene ad usare un canale Social prima di aggiungerne uno nuovo alla tua strategia.

È la conoscenza degli strumenti a fare la differenza tra una strategia promozionale che funziona e una che fallisce.

La conoscenza degli strumenti fa la differenza tra una strategia promozionale che funziona e una che fallisce.

>>> Per approfondire leggi Le 3 regole per promuovere un libro sui Social

Fare Social Media Marketing NON significa neppure vendere in modo diretto.

I Social nascono come luoghi di aggregazione e di incontro. Tu stesso molto probabilmente hai un profilo Facebook che usi per commentare le foto degli amici, scambiare battute, postare le foto delle tue vacanze: come te anche gli altri usano i Social principalmente per svagarsi, curiosare, leggere notizie, divertirsi.

Quando hai bisogno di comprare un oggetto molto probabilmente fai una ricerca su Google, visiti i grandi marketplace come Amazon ed eBay, oppure, se stai cercando oggetti di seconda mano, vai sui siti dedicati. Insomma, sai anche tu quali sono i passi che fai online quando vuoi comprare qualcosa e raramente tra questi passaggi c’è Facebook o Twitter.

Sui Social vai per svagarti, non per fare acquisti e lo stesso vale per gli altri.

La pubblicità diretta (detta anche push marketing) che funziona su canali come la tv o i giornali, sui Social non funziona, anzi, viene percepita come fastidiosa e ottiene l’effetto contrario.

Essere sui Social può quindi essere uno strumento potente di promozione editoriale, ma deve essere ben chiaro che lo è in modo indiretto: sui Social non si vende, sui Social si creano relazioni.

Sui Social non si vende, sui Social si creano relazioni.

Cosa significa fare Social Media Marketing per uno scrittore

Allora, se essere presente sui Social non è condizione sufficiente ad aumentare le vendite dei tuoi libri, perché dovresti starci?

Fare promozione editoriale sui Social significa essere presente nei luoghi di aggregazione dei tuoi potenziali lettori, sfruttare la visibilità e le connessioni che i Social Media possono offrire per promuovere te stesso e i tuoi libri.

Ecco il punto: se tu vuoi vendere un prodotto (e in questo momento il tuo prodotto è il tuo libro) devi andare dove si trovano i clienti. Questa è la regola base di ogni tipo di marketing.

Per te che sei uno scrittore i tuoi clienti sono i potenziali lettori del tuo libro: il tuo obiettivo è dunque quello di essere presente là dove questi potenziali lettori si radunano, si incontrano, si aggregano, per farti conoscere e condividere con loro i tuoi interessi.

>>> Per approfondire leggi  Il vero obiettivo della promozione editoriale sui Social

Si usa il termine Marketing, ma lo scopo del Social Media Marketing non è vendere, o per lo meno non è lo scopo primario. Non si tratta di una vendita diretta: è una vendita che passa attraverso comportamenti sociali, ma proprio per questo per usare i Social Media come strumento di promozione editoriale devi avere davvero voglia di metterti in gioco e intrecciare con i tuoi utenti relazioni autentiche.

L’obiettivo principale del Social Media Marketing è il Social e non il Marketing.

L’obiettivo principale del Social Media Marketing è il Social e non il Marketing.

I 7 peccati capitali nel Social Media Marketing per uno scrittore

Fatte queste doverose premesse, vediamo dunque quali sono i 7 peccati capitali nel Social Media Marketing per uno scrittore, ovvero quegli errori che possono rivelarsi fatali per la promozione dei tuoi libri.

1) Superbia

Nella dottrina cattolica la superbia è la convinzione della propria superiorità e si traduce in atteggiamento di altezzoso o nella mancanza di rispetto verso gli altri e verso le regole.

Nel Social Media Marketing per uno scrittore il vizio della superbia può essere inteso come l’errore che commette chi pensa di essere lo scrittore migliore di tutti, di avere scritto il capolavoro del secolo e, in virtù di queste certezze, pretendere che tutti comprino il suo libro. Anzi, perché non l’hanno già comprato?

Se anche tu come scrittore pecchi di superbia, molto probabilmente invii a destra e a manca il link di acquisto del tuo libro a tutti i tuoi contatti, senza filtri, senza premesse, spesso senza conoscere il destinatario del tuo invio e soprattutto senza valutare se possa essere interessato a un libro come il tuo. Ecco, questo si chiama spam, e non c’è peccato più grave che potresti commettere se stai cercando di promuovere il tuo libro.

Infatti chi non ti conosce non comprerà il tuo libro solo perché tu insisti. Anzi, più insisti meno comprerà.

Un atteggiamento di questo tipo è dannoso perché le persone mettono un etichetta sul tuo nome e lo abbineranno per sempre a una sensazione di fastidio e scorrettezza.

Cosa fare allora? Invece di inviare messaggi promozionali non richiesti, devi creare relazioni e condividere interessi.

Se sei un lupo solitario, non vuoi farti conoscere, non vuoi fare sapere nulla di te, allora forse il Social Media non sono lo strumento di promozione più adatto a te. Ma se così fosse forse anche il tuo ruolo di autore dovrebbe rivisto perché al giorno d’oggi un autore ha bisogno di relazionarsi con i propri lettori.

Essere autori oggi significa anche questo, non solo scrivere e lasciare che le proprie parole vadano in giro per il mondo…

2) Avarizia

Nella dottrina cattolica l’avarizia, intesa in senso classico, è l’avidità, il desiderio sfrenato di ottenere sempre di più, di accumulare, nel tentativo di saziare un ego sempre insoddisfatto.

Nel Social Media Marketing per uno scrittore il vizio dell’avarizia può essere inteso come l’errore che commette chi vuole accumulare seguaci/lettori /recensioni /vendite senza voler dare nulla in cambio.

Se anche tu come scrittore pecchi di avarizia, molto probabilmente sei restio a offrire in regalo materiali e contenuti, non metti a disposizione l’anteprima del tuo libro affinché i lettori ne possano leggere un estratto, non leggi libri altrui ma pretendi che gli altri leggano i tuoi, non scrivi recensioni di altri libri ma ti aspetti di ricevere feedback a decine.

E sbagli. Perché sui Social Media ciò che conta è dare, dare, dare.

La moneta di scambio all’interno dei Social Media è il valore e questo valore si crea producendo e condividendo contenuti interessanti.

Alle persone interessa svagarsi, divertirsi oppure reperire informazioni, ottenere risorse o trovare risposte. Usa quindi i tuoi canali social per condividere materiali e risorse con generosità, diffondere informazioni, creare coinvolgimento, offrire divertimento e ispirazione.

Riempi i tuoi account social di contenuti, condividi interessi, recensioni, esperienze: le persone condivideranno a loro volta con te le loro passioni, scambieranno con te i like, i commenti e si creerà una rete di relazioni.

E non avere paura di dare perché più dai più riceverai.

3) Lussuria

Nella dottrina cattolica la lussuria è la sensualità incontrollata, uno smodato desiderio carnale che porta alla ricerca di un piacere egoistico e all’inaridimento di sentimenti nei confronti dell’altro.

Nel Social Media Marketing per uno scrittore il vizio della lussuria può essere inteso come l’errore che commette chi cerca solo la propria soddisfazione, mettendo al centro della propria strategia di comunicazione solo se stesso e i propri libri, dimenticando che i Social si basano per loro natura sulle relazioni interpersonali.

Se anche tu come scrittore pecchi di lussuria, molto probabilmente parli sempre e solo del tuo libro, sui tuoi profili Social scrivi soltanto ciò che riguarda te e il tuo libro, promuovi sempre soltanto link che portano alla pagina di vendita del tuo libro, crogiolandoti in ogni recensione positiva che ricevi e pretendendo che ogni tua conoscenza acquisti il tuo libro per tua soddisfazione.

Ebbene, se ti comporti così, ti assicuro che dopo pochi giorni le persone smetteranno di seguirti, anche i tuoi parenti o i tuoi amici di infanzia. Una pagina Facebook o un Profilo Twitter pieni dei tuoi auto-elogi o di link alla pagina di vendita del tuo libro non interessa a nessuno.

Anzi, voglio essere ancora più schietta: a nessuno interessa che tu abbia scritto un libro. Questa non è una notizia, perché là fuori è pieno di persone che hanno scritto un libro. E i tuoi parenti e i tuoi amici non sono obbligati a comprare il tuo libro solo perché l’autore sei tu.

Un lettore compra un libro quando si incuriosisce della storia e della persona che c’è dietro il libro!

Allora fatti conoscere e riconoscere, non avere paura dunque di raccontare te stesso e di essere te stesso. Mostrati con semplicità e con naturalezza, senza paura di svelare anche i tuoi piccoli difetti, le tue fragilità, perché fanno parte della tua umanità e questo è proprio ciò che il lettore cerca e apprezza.

Soprattutto, non fingere di essere quello che non sei o non fingere di sapere quello che non sai perché il rapporto con i tuoi lettori deve basarsi sulla fiducia.

4) Invidia

Nella dottrina cattolica l’invidia è uno stato d’animo di avversione nei confronti delle qualità o della prosperità altrui. L’invidia è spesso accompagnata da rancore e dalla pretesa di avere l’esclusiva su certe doti o beni.

Nel Social Media Marketing per uno scrittore l’invidia può essere intesa come l’errore che commette chi parla male degli altri autori, criticare le loro opere senza averle lette o comunque in modo non costruttivo, con la speranza di minare la loro autorevolezza agli occhi dei lettori.

Se anche tu come scrittore pecchi di invidia, sappi che non hai motivo di invidiare gli altri autori. Sentirti in competizione con gli altri autori è giusto se la competizione è una sana spinta a migliorarti, ma non se diventa una guerra.

Molti autori hanno paura di parlare di altri scrittori o di altri libri perché pensano che in questo modo regalano visibilità gratuita agli altri senza ricavarne nulla. Non è così!

Tu non stai facendo pubblicità agli altri, tu stai dimostrando di essere una fonte di risorse e di ispirazione per chi ti legge. Inoltre, come tu puoi parlare dei libri altrui o intervistare altri autori, tu a tua volta puoi essere intervistato da loro in uno scambio virtuoso di contenuti.

Anzi, se stringi collaborazioni con altri autori, soprattutto se del tuo stesso genere letterario, potrete mettere in campo strategie promozionali combinate, magari pubblicando un libro a quattro mani o facendo promozioni incrociate ai vostri rispettivi follower.

Non sentirti dunque in competizione con gli altri autori perché tutti condividiamo lo stesso scopo, raggiungere più lettori, e lavorando insieme possiamo ottenere risultati migliori.

>>>Per approfondire leggi Come promuovere un libro con gli sconti e le promozioni

5) Gola

Nella dottrina cattolica la gola è l’ingordigia, l’esagerazione nei piaceri, della tavola principalmente ma non solo, con la conseguente perdita del senso della misura.

Nel Social Media Marketing per uno scrittore il vizio della gola può essere inteso come l’errore che commette chi pretende di aprire una Pagina Facebook e in due mesi avere migliaia di follower partendo da zero, o vendere migliaia di copie in pochi giorni senza essere conosciuto o senza aver messo in piedi una strategia di lancio, oppure, ancora, aspettarsi un numero di recensioni pari al numero di copie vendute.

Se anche tu come scrittore pecchi di gola, sappi che è normale pensare di aver scritto un bel libro ed essere così convinto del suo valore da credere che tutti lo apprezzeranno. Da una parte questa carica di energia positiva e di fiducia in te stesso è molto utile per lavorare con assiduità alla promozione del libro stesso. Tuttavia, la sicurezza in te stesso e nel tuo lavoro non deve offuscare una visione razionale del mercato e del contesto.

A meno che tu non voglia comprare i tuoi follower e i like (cosa che peraltro io ti sconsiglio vivamente perché non serve assolutamente a nulla) costruire un pubblico è un’operazione che richiede tempo e strategia. E in Italia, dove si legge poco e dove si tende a lasciare feedback solo quando siamo scontenti, è ancora più difficile.

Se vuoi ricevere i like, comincia quindi tu a metterli per primo; se vuoi ricevere recensioni, leggi e recensisci libri di altri autori emergenti; se vuoi vendere migliaia di copie, compra i libri che leggi e contrasta nel tuo piccolo la pirateria libraria. Cerca di interagire con il tuo pubblico, commentando e rispondendo alle domande degli utenti con sollecitudine. Anche in questo caso devi essere generoso perché non puoi aspettarti che gli altri interagiscano con te se tu per primo non lo fai con loro.

All’inizio, dunque, è necessario partire ponendosi aspettative realistiche per non dover poi restare delusi. Soprattutto quando queste aspettative hanno a che fare con il tempo.

Molti autori pensano che tutto debba svolgersi in fretta, che se non vendono il proprio libro nei primi due mesi non lo venderanno più. È vero che nei primi mesi dall’uscita di un libro si vende il numero maggiore di copie, ma poi il libro può continuare a vendere per mesi e per anni.

La promozione editoriale è una maratona e si gioca sulla lunga distanza.

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6) Ira

Nella dottrina cattolica l’ira è la rabbia improvvisa che scaturisce dalla sensazione di aver subito un torto, un impulso violento che offusca la mente e rimuove i freni inibitori.

Nel Social Media Marketing per uno scrittore il vizio dell’ira può essere inteso come l’errore che commette chi non sa gestire le critiche negative, offende chi non ha apprezzato il proprio libro, cova risentimento nei confronti di altri autori che hanno avuto più successo (a suo dire immeritatamente), progetta una vendetta.

>>> Per approfondire leggi 3 motivi per cui le recensioni negative al tuo libro sono utili

Se anche tu come scrittore pecchi di ira, impara che l’educazione e la cortesia sono ancora più importanti dietro uno schermo di quanto non lo siano nella realtà, proprio perché in una comunicazione virtuale e spezzettata come è quella sui Social non sei faccia a faccia con il tuo interlocutore, non puoi sentire la sua intonazione né vedere le espressioni facciali che spesso aggiungono informazioni importanti.

Fraintendere ed essere fraintesi quando si scrivono messaggi online è facilissimo e frequente. L’approccio migliore è sempre quello dell’ascolto e della conciliazione. Puoi esporre un tuo punto di vista critico senza offendere e in modo costruttivo. Inoltre, ricordati che ciascuno è responsabile di ciò che scrive sui Social, anche in sede legale.

Se poi la tua rabbia non è rivolta contro i lettori che non hanno capito la grandezza del tuo libro, ma contro i tuoi colleghi scrittori, rei di “rubarti” i clienti, allora i tuoi strali sono proprio sprecati.

Gli altri scrittori non sono tuoi avversari, ma tuoi alleati nella lotta contro i non-lettori, cioè chi non ama leggere.

Anche tu, come lettore, sai bene che dopo aver letto un libro, lo metti via e ne cerchi uno nuovo. Raramente capita di rileggere più volte lo stesso libro e se succede di solito lo si fa a distanza di tempo o per i grandi classici.

La verità è molto più semplice: chi legge è sempre alla ricerca di nuovi libri.

Per lo stesso principio chi ama leggere non legge solo un autore: magari legge solo libri di uno specifico genere letterario, ma non si limita ai libri di un solo autore. Io adoro Camilleri e ho letto tutti suoi libri, ma non per questo leggo solo i suoi!

In questo senso gli altri scrittori non sono i tuoi avversari, ma i tuoi alleati.

Purtroppo vedo spesso online inutili schermaglie tra autori che si fanno i dispetti, si offendono, si lasciano reciprocamente recensioni negative.

Com’è triste tutto questo! Come fanno a non capire che in una guerra simile non vince nessuno?

Tu invece puoi vincere proprio alleandoti con altri autori perché condividete gli stessi obiettivi e percorrete la stessa strada.

7) Accidia

Nella dottrina cattolica l’accidia è la pigrizia, l’indolenza, l’inerzia di chi si lascia vivere e spreca le occasioni che la vita gli propone.

Nel Social Media Marketing per uno scrittore il vizio dell’accidia può essere inteso come l’errore che commette chi apre qualche account qua e là, pubblica qualche post e poi abbandona tutto, perché non vede subito piovere follower e vendite.

Se anche tu pecchi di accidia, sappi che per farti notare e seguire dal tuo pubblico di riferimento sui Social Media devi essere presente e attivo con un ritmo costante e per lungo periodo.

Quando dico costanza intendo sia costanza nella frequenza di pubblicazione (cerca di pubblicare almeno due/tre post alla settimana), sia costanza nel lungo periodo (pubblicare tanto nei primi due mesi e poi abbandonare tutto non serve a nulla).

Inoltre, non pubblicare sempre post tutti uguali o tutti dello stesso tipo. Non ti limitare, per esempio, solo a post testuali: usa le immagini e i video per arricchire i tuoi post e cerca sempre immagini pertinenti e suggestive che stimolino il lettore.

Le immagini e video rafforzano e amplificano i tuoi contenuti perché un contenuto visuale è molto più potente del contenuto testuale. Inoltre un contenuto visuale richiede un impegno minore da parte dell’utente perché le immagini parlano da sole. Sfrutta quindi le potenzialità della multimedialità, cioè pubblica contenuti ricchi e vari, senza limitarti solo a frasi o commenti scritti.

Non devi essere pigro dunque, perché, come in ogni settore, anche nella promozione editoriale non è possibile ottenere tanto senza impegnarsi. Esserci, fare e dare sono le basi, ma non hanno senso se l’impegno è limitato o irregolare nel tempo.

Il pubblico ha bisogno di sapere che tu ci sei sempre, che sei un punto di riferimento e che non scomparirai dopo pochi mesi. Dosa quindi i tuoi sforzi affinché siano per te sostenibili nel lungo periodo.

Ecco dunque quali sono i 7 peccati capitali che uno scrittore può commettere nel fare Social Media Marketing. Ho voluto scherzare un po’ abbinando i peccati ai nomi dei vizi capitali classici, ma gli errori che ti ho elencato che si possono commettere nei Social sono reali e sono gravi.

Ne hai mai commesso qualcuno? E perché? Per inesperienza o per pigrizia? Ti eri già accorto di essere sulla strada sbagliata o l’hai scoperto solo ora? Raccontamelo qui sotto nei commenti, sono curiosa di leggerti!

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