3 domande da farsi prima di scrivere un libro - Libroza
4047
post-template-default,single,single-post,postid-4047,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1200,qode-content-sidebar-responsive,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-11.1,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive

3 domande da farsi prima di scrivere un libro

3 domande prima di scrivere un libro

Home > 3 Domande da farsi prima di scrivere un libro

Nel mio lavoro di ghostwriter e di writing coach lavoro spesso a diretto contatto con chi vuole scrivere un libro, ma, per qualche motivo, si è arenato e non ha portato a termine l’impresa.

Sono infatti molte le persone che cominciano a scrivere un libro di slancio, magari solo perché un giorno gli è venuta in mente un’idea che hanno ritenuto buona, senza fare però un lavoro preparatorio né sui contenuti del libro, né, tanto meno, su se stessi.

Ascolta questo episodio in Podcast su iTunesSpreaker

Quando arrivo in loro soccorso il mio obiettivo è invece quello di controllare la struttura narrativa e verificare le aspettative di chi scrive. Insomma: ricominciare dai fondamentali.

Prima di scrivere un libro stabilisci i tuoi obiettivi

Se mi segui anche sui social sai che ormai da lungo tempo il mio motto è una frase latina di Seneca: Ignoranti quem portum petat nulllus suus ventus est.

Ignoranti quem portum petat nulllus suus ventus est.

Questa è anche la citazione che apre il mio romanzo d’esordio L’amore conta.

In senso letterale la frase può essere tradotta così: per chi non sa verso quale porto è diretto, nessun vento è favorevole.

In effetti, se un marinaio non sa quale rotta deve prendere non potrà stabilire se il vento che soffia in quel momento fa al caso suo oppure no, se lo sospingerà o, al contrario, lo ostacolerà o lo manderà alla deriva.

In un senso metaforico più ampio la frase significa che chi non stabilisce con chiarezza i propri obiettivi, difficilmente li raggiungerà, per il semplice fatto che non sarà in grado di impostare una strategia, un piano d’azione per conquistare la propria meta.

Chi non stabilisce con chiarezza i propri obiettivi, difficilmente li raggiungerà.

Come puoi immaginare, se ho scelto la frase di Seneca come slogan per i miei profili social, significa che in un certo senso condensa e racchiude la mia visione delle cose.

Con questo non voglio dire che nella vita si debba programmare sempre tutto fino all’ultimo dettaglio. Anzi. Più accumulo esperienze (ho detto esperienze, non anni! 😉 ), più mi rendo conto che la super-programmazione è inutile e in certi casi perfino dannosa.

La vita sa sorprenderci con imprevisti e colpi di scena e una impostazione troppo rigida non solo non potrebbe gestirli, ma non saprebbe nemmeno coglierne il lato positivo.

Se dunque questo è valido per la vita, lo è ancora di più per la scrittura di un libro, che in fondo della vita può essere una metafora.

Scrivere un libro è come salpare

Rientrando dunque nella metafora nautica, chi vuole scrivere un libro è come un marinaio che si appresta a salpare.

Se parte senza sapere dove vuole andare o senza informarsi sul bollettino meteo, nel migliore dei casi farà un giretto al largo, mantenendosi a vista della costa e poi rientrerà in porto; nel peggiore dei casi si allontanerà troppo, perderà l’orientamento e vagherà alla deriva. In qualche raro caso, con venti di fortuna, arriverà in un nuovo porto.

Se invece sa dove vuole andare, potrà impostare il timone, aspettare il vento migliore per partire, e assestare la rotta strada facendo.

Del resto, se hai mai visto una regata, sai che le barche a vela possono farsi sospingere dal vento, ma possono anche risalirlo, navigando di bolina.

Scrivere un libro è dunque come salpare con la tua barca: se non sai dove vuoi andare nessun vento sarà quello giusto per te, se invece conosci la tua meta, potrai farti sospingere dal vento o perfino risalirlo, navigando di bolina.

Scrivere un libro è come salpare con una barca: se non sai dove vuoi andare nessun vento sarà giusto per te.

Le 3 domande da farsi prima di scrivere un libro

Se vuoi scrivere un libro, prima di cominciare poniti queste 3 domande fondamentali, per assicurarti di intraprendere il tuo percorso nella direzione giusta.

Queste domande sono valide anche se hai già cominciato a scrivere il tuo libro, ma ti sei bloccato e non riesci a proseguire. Molto probabilmente non sai dove vuoi andare e quindi non sai a quale vento spiegare le tue vele.

Ecco le 3 domande da farsi prima di scrivere un libro:

Domanda #1: Perché scrivi?

La prima domanda che devi farti prima di scrivere un libro è: Perché scrivi?

Questa domanda in apparenza può sembrare molto semplice, ma in realtà pochi autori se la pongono e  ancora meno sono coloro i quali sanno dare una risposta chiara e onesta.

Rispondere alla domanda “Perché scrivi?” significa stabilire qual è il tuo obiettivo nella scrittura.

Perché scrivi?

Se ti trovi nel mezzo del tuo libro e ti sembra di esserti perso, sai che scrivere può essere molto più difficile di quanto non sembri da fuori. Potresti avere perfino voglia di mollare tutto e lasciar perdere.

Allora ritorna con la mente al momento in cui hai iniziato, a quel momento in cui hai deciso che avresti scritto un libro e chiediti: perché?

Perché hai deciso di scrivere un libro? E perché hai deciso di scrivere proprio questo libro?

La maggior parte degli scrittori non sa rispondere a queste domande. E tu?

Forse la prima risposta che ti viene in mente è una risposta generica del tipo che scrivere è la tua passione, che non puoi farne a meno, che ti senti in un certo senso “chiamato” a questo compito.

Molto probabilmente ami leggere e leggendo libri altrui hai maturato l’idea di scrivere un libro tuo. Ami il fatto che scrivere sia un atto solitario, che per scrivere devi isolarti, concentrarti, magari avere un posticino tutto per te che ti faccia sentire uno “scrittore”. Ami immergerti nelle storie che scrivi, immedesimarti con i tuoi personaggi.

Tutto questo è molto bello, ma perché scrivi? Davvero.

Quando le cose vanno bene, quando le idee non mancano e le parole sgorgano dalla tua penna (o dalla tua tastiera) è bello pensare di essere scrittori per passione. La verità, però, è che le cose non vanno sempre bene, le idee latitano e le parole incespicano. Ed è in questi momenti che ti serve una risposta più profonda e sincera.

Trova dentro di te il vero motivo per cui tu scrivi perché sarà l’unico vero appiglio a cui potrai aggrapparti nei momenti di difficoltà e stanchezza.

Perché scrivi? Cerca dentro di te la risposta perché sarà l’unico vero appiglio a cui potrai aggrapparti nei momenti di difficoltà e stanchezza.

Rispondi con sincerità. Questa risposta può restare un tuo segreto, non devi condividerla con nessuno. Quindi sii onesto con te stesso.

Perché scrivi?

  • per diventare famoso?
  • per guadagnare?
  • per dimostrare a qualcuno che ne sei capace?
  • per dimostrare a te stesso che ne sei capace?
  • per lasciare un segno?
  • per lasciare un’eredità?
  • per aiutare gli altri?
  • per aiutare te stesso?

Guardati allo specchio e scava a fondo. La risposta che troverai sarà il tuo faro nei momenti di dubbio e di scoraggiamento, perché quando ti sentirai demoralizzato potrai ritornare a questo motivo fondante e ritrovare la carica giusta.

Inoltre, sapere con chiarezza perché scrivi può aiutarti a scrivere meglio e a decidere cosa vuoi farne del tuo libro una volta completato.

Se per esempio hai scritto spinto dal desiderio di aiutare gli altri, vorrai cercare di pubblicare il tuo libro il prima possibile; se invece hai scritto solo per te stesso o per i tuoi familiari, potresti scegliere forme di diffusione più ristrette.

Sapere con chiarezza perché scrivi ti aiuta a scrivere meglio.

Rispondi dunque al più presto a questa domanda, perché sarà la base solida su cui appoggerai il tuo percorso di scrittore e il punto di partenza di tutte le scelte successive che farai per il tuo libro.

Domanda #2: Cosa vuoi dire?

La seconda domanda che devi farti prima di scrivere un libro è: Cosa vuoi dire?

Questa domanda è centrata sul contenuto del tuo libro.

Mentre con la prima domanda devi indagare la tua motivazione interna nei confronti della scrittura, quando ti chiedi “Cosa voglio dire?” devi chiarire esattamente qual è il contenuto centrale del tuo libro.

Quale messaggio vuoi trasmettere con il tuo libro?

Quale concetto vuoi affrontare? Sii specifico. Vai nel dettaglio.

Sarà capitato anche a te di ascoltare qualcuno che cerca di spiegarsi e fa tanti giri di parole, e magari fa anche tanti esempi, ma non si capisce dove vuole andare a parare, quali siano i collegamenti, così anziché chiarirti le idee, te le confonde ancora di più. Alla fine lo fermi e gli chiedi: «Sì, ok, ma qual è il punto?».

Ecco, ora tocca a te rispondere e la domanda te la devi porre da solo.

Qual è il punto? Cosa vuoi dire? Esattamente.

E non pensare che questa domanda riguardi solo gli scrittori di manuali e saggi. No, riguarda tutti. Anche chi scrive narrativa deve sapere cosa vuole dire nel suo romanzo.

Ricordati che il lettore cerca un senso in ciò che legge. Anzi, spesso i lettori cercano nei libri di narrativa proprio il senso e la logica che spesso mancano nella realtà.

Cosa vuoi dire? Il lettore cerca un senso in ciò che legge, quindi stabilisci con chiarezza qual è il senso di ciò che scrivi.

Quindi, che tu scriva un manuale o un romanzo, chiediti cosa vuoi dire e trova la tua risposta.

Anche in questo caso non serve che tu la dica in giro, puoi tenerla per te, ma, a differenza della risposta alla domanda #1, che può restare un segreto perché davvero la conosci solo tu, in questo caso la tua risposta alla domanda “Cosa vuoi dire?” è implicita nel tuo stesso libro.

Se sai dire con chiarezza qual è il punto del tuo libro, i tuoi lettori lo capiranno perché sarà il messaggio centrale del tuo libro.

Vedi dunque che, presa da un’altra angolazione, questa domanda diventa uno snodo importante della tua scrittura. Come puoi scrivere un libro se non sai cosa vuoi comunicare al suo interno?

Senza un messaggio chiaro da trasmettere, la tua trama del tuo romanzo sarà confusa e sconnessa, o la struttura del tuo manuale non seguirà un filo logico.

Non puoi scrivere un libro se non sai cosa vuoi comunicare al suo interno.

Molti autori hanno un’idea vaga o generica di quale sia il nucleo centrale di ciò che vogliono dire, ma non lo sanno definire con chiarezza o con sinteticità. Devi scendere nel dettaglio.

Cosa vuoi comunicare? Cerca l’idea di base del tuo messaggio, la leva emozionale profonda che vuoi smuovere.

Se non riesci a rispondere a questa domanda, prova a guardarla da un altro punto di vista. Prova a metterti dalla parte del lettore e prova a chiederti: Cosa cerco in un libro? Cosa cerco in questo libro?

In fondo si tratta della stessa questione, analizzata dal punto di vista di chi scrive o di chi legge.

  • Vuoi far divertire? /Cerchi divertimento e spensieratezza?
  • Vuoi insegnare qualcosa? / Vuoi imparare qualcosa?
  • Vuoi offrire supporto o conforto? / Cerchi supporto o conforto?
  • Vuoi dare un buon esempio? / Cerchi esempi di riferimento?
  • Vuoi far provare emozioni? / Vuoi provare emozioni?

Se ci pensi bene, ogni volta che scegli un libro da leggere, cerchi qualcosa. Se un libro ti “prende” e non vedi l’ora di avere un’ora libera per poterlo finire, vuol dire che quel libro ti sta dando ciò di cui tu hai bisogno. Se leggi sempre libri dello stesso genere o libri dello stesso autore è perché in quel genere o nelle pagine di quell’autore sai di trovare ciò che cerchi.

Dunque, ora che sei dall’altra parte e sei tu lo scrittore, non dimenticare come ragiona un lettore e assicurati di offrirgli un libro il cui messaggio sia forte e chiaro.

Ogni volta che leggi un libro, vuoi trovare un messaggio. Ogni volta che scrivi un libro, devi dare un messaggio.

Prima riuscirai a dare una risposta precisa a questa seconda domanda, più facile sarà il tuo percorso di scrittura, perché capirai subito se un personaggio funziona o no, se una scena è funzionale o inutile allo sviluppo della storia, e così via.

Inoltre, più chiaro sarà il tuo messaggio, più sarà facile per i lettori capire se vogliono seguirti.

Tu dichiari dove li vuoi condurre e i lettori decidono se salire a bordo e farsi guidare da te.

Ok, ma in tutto questo, come gestire i venti contrari e gli improvvisi cambi di rotta? Semplice: ponendosi la domanda più volte lungo il percorso.

Questa domanda, infatti, potrebbe portarti a risposte diverse, a seconda che tu te la faccia all’inizio o alla fine del processo di scrittura. Può capitare che tu parta con una idea, che all’inizio tu sia convinto di voler dire una certa cosa e poi, strada facendo, i personaggi evolvano o la storia prenda una piega imprevista e il messaggio che hai delineato in principio non risponda più alla realtà del tuo libro. Ebbene, questo è il momento di rifarti ancora una volta la domanda: «Cosa vuoi dire?»

Se la risposta che ottieni è sempre la stessa, significa che hai mantenuto la rotta e puoi continuare. Se invece ottieni una risposta nuova, allora significa che la prima volta che ti eri fatto la domanda non eri andato veramente a fondo nella ricerca della risposta, o non avevi progettato nel dettaglio i tuoi personaggi e la tua trama. Bene, è ora di farlo!

Domanda #3: A chi ti rivolgi?

La terza domanda che devi farti prima di scrivere un libro è: A chi ti rivolgi?

Per chi scrivi? Da chi vuoi essere ascoltato? A quali lettori vuoi far arrivare il tuo messaggio? Chi è il tuo destinatario? Qual è il tuo target?

Spesso trovi questa domanda posta in altri termini: chi è il tuo lettore-tipo?

Cerca di immaginartelo nel dettaglio: sesso, età, livello di studi, lavoro, fascia sociale, interessi, paure, preoccupazioni, aspettative, ecc.

Fai la fotografia mentale, ancora meglio se scritta, di questo interlocutore di riferimento e guardalo ogni volta che scrivi o riscrivi un pezzo nuovo.

Gli può piacere? È scritto per lui? La storia lo appassiona? Si immedesima nei personaggi? Apprezza questo stile? Cosa cerca in una storia? Di cosa ha bisogno? Quali problemi ha che io posso risolvere?

Come vedi ogni scelta che puoi fare nella scrittura di un libro può (e dovrebbe) essere guidata dall’immagine del tuo lettore-tipo. Ed è per questo motivo che questa domanda, come le altre due, deve trovare risposta prima di scrivere un libro.

Anzi, in questo caso dare la risposta sbagliata o non riuscire a darne una non significa solo rallentare il processo di scrittura o vivere un blocco. Scrivere pensando al destinatario sbagliato significa sbagliare del tutto la comunicazione!

A chi ti rivolgi? Scrivere pensando al destinatario sbagliato significa sbagliare del tutto la comunicazione.

Quindi qui non hai proprio scuse: devi rispondere a questa domanda prima di cominciare a scrivere il tuo libro, se non vuoi trovarti poi a buttare tutto il tuo lavoro.

Anche in questo caso, come nei due precedenti, “A chi ti rivolgi?” può sembrare una domanda facile, e invece la maggior parte degli autori non sa rispondere, o per lo meno non ha il coraggio di farlo in modo chiaro. La paura di escludere fasce di pubblico, li porta a restare su risposte vaghe e generiche, senza rendersi conto, invece, che proprio l’indeterminatezza del destinatario rende inefficace ogni messaggio.

Se non sai per chi stai scrivendo, come potrai decidere cosa dire e come dirlo?

Se non riesci a definire con chiarezza chi è il tuo lettore-tipo e quindi a chi ti rivolgi con la tua scrittura, prova ancora una volta a spostarti e a metterti dalla parte del lettore.

Tutti gli scrittori, infatti, prima di tutto sono (o dovrebbero essere) lettori e come tali hanno le loro preferenze. Ebbene, pensa al tuo autore preferito e a quanta soddisfazione provi nel leggere i suoi testi. Sicuramente questa sensazione di benessere e appagamento, ripetuta nel tempo, ha contribuito a maturare in te  il desiderio di scrivere.

Questo significa che tu scrivi (anche) per replicare con i tuoi lettori la magia di coinvolgimento e intesa che il tuo autore preferito ha creato nel tempo con te. E spesso si tratta di un legame che supera lo spazio e il tempo, perché magari il tuo autore preferito è morto da decenni o vive in posti dove tu non sei mai stato. Ma la magia dei libri è proprio questa: trovare se stessi nelle parole di qualcuno che non ci conosce eppure sembra aver scritto di noi e per noi.

La magia dei libri è proprio questa: trovare se stessi nelle parole di qualcuno che non ci conosce eppure sembra aver scritto di noi e per noi.

Ecco, se hai mai provato questa sensazione (e io te lo auguro di cuore!), se ti sei sentito a nudo di fronte a un autore, perché, pur non conoscendoti affatto, con le sue parole lui ha dimostrato di capirti più di ogni altro, allora adesso sai cosa cercare di mettere nella tue parole, sai quale tipo di legame vuoi stringere con i tuoi lettori.

Pensa a quali sensazioni vorresti vivere tu dentro una storia e scrivi per chi cerca le tue stesse sensazioni. Pensa a quali paure vorresti affrontare leggendo un libro e scrivi per chi ha le tue stesse paure. Pensa a cosa vorresti imparare e scrivi per chi ha le tue stesse ambizioni.

In fondo, lo diciamo sempre, il segreto è solo uno: scrivi il libro che vorresti leggere.

E adesso, raccontami: ti sei mai posto queste domande? E quali risposte ti sei dato? È stato facile trovarle oppure no? Scrivimelo qui nei commenti, sono curiosa di leggerti!

Ora che ho finito, ti chiedo un piccolo favore.
Se questo articolo ti è piaciuto, che ne dici di condividerlo?

Con un semplice click dimostrerai di apprezzare il mio lavoro e mi farai felice! 🙂

Se invece hai qualche domanda o vuoi esprimere il tuo punto di vista, scrivimi nei commenti qui sotto. Non vedo l'ora di leggerti!

Risorse Utili